Ucraina-Russia, Zelensky: ‘Negoziati a Miami la prossima settimana, Trump vuole pace entro giugno’
Fine della guerra in 5 mesi e colloqui di pace a Miami, lasciando Abu Dhabi entro 7 giorni, per superare lo stallo sui confini. E’ la linea del presidente Trump annunciata stamani da Volodymyr Zelensky, nella capitale degli Emirati Arabi per i negoziati. “Gli Stati Uniti hanno proposto per la prima volta che le due squadre di negoziatori, di Ucraina e Russia, si incontrino negli Usa, probabilmente a Miami, nel giro di una settimana”, ha detto il presidente ucraino. Secondo il quale la Casa Bianca vorrebbe la fine delle ostilità “entro l’inizio dell’estate, a giugno”. Le trattative tra Russia e Ucraina dovrebbero dunque spostarsi nella capitale della Florida: stesso formato trilaterale, con gli Usa mediatori; ma le delegazioni di Ucraina e Russia sono state invitate a incontrarsi in formato bilaterale. A Trump “abbiamo confermato la nostra partecipazione”, ha aggiunto il leader di Kiev, ricordando l’indisponibilità a sostenere “potenziali accordi che la riguardino senza essere coinvolta” nei negoziati. Tuttavia, “per la prima volta”, “le questioni più difficili possono certamente essere sottoposte a un incontro trilaterale dei leader”, ha annunciato Zelensky.
Le posizioni sul Donbass e la mediazione Usa: zona economica libera
La linea americana è il frutto degli scarsi risultati dei negoziati ad Abu Dhabi, incagliati sulla questione dei confini territoriali: Putin ha posto come condizione la cessione del Donbass, incluse le aree ancora sotto il controllo di Kiev, come il Donetsk. Una richiesta, fino ad ora, inaccettabile per l’Ucraina. Zelensky ha confermato la linea: “‘Siamo dove siamo’ è, a nostro avviso, il modello più equo e affidabile per un cessate il fuoco oggi”. Ma Putin reclama il ritiro delle truppe di Kiev anche dalle aree del Donbass sotto il suo controllo, come la regione di Donetsk. Tra i due fuochi, i mediatori americani propongono la zona economica libera. Ma “in generale né l’Ucraina né la Russia sono mai state entusiaste dell’idea”, ha chiarito Zelensky. Che mette in guardia Trump e Putin: “Notiamo che le parti hanno discusso di questo tema”.
I raid notturni
L’autorità energetica ucraina ha annunciato l’interruzione dell’alimentazione elettrica in vaste aree del Paese, dopo i raid russi (anche sul versante ovest) e i danni alle infrastrutture energetiche. Mentre l’inverno rigido si fa sentire, il leader ucraino torna a chiedere armi per la contraerea: “Mosca – ha accusato Zelensky – deve essere privata della possibilità di usare il freddo come leva contro l’Ucraina. Ciò richiede missili Patriot, Nasams e altri sistemi. Ogni spedizione ci aiuta a superare questo inverno”. Secondo il leader ucraino “l’attacco di ieri sera ha coinvolto più di 400 droni e circa 40 missili di vario tipo. Gli obiettivi principali erano la rete energetica, gli impianti di generazione e le sottostazioni di distribuzione”.
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