Ucraina: la risposta economica dell’Ue
2 aprile 2026 – ore 18:00 – L’Ue consegnerà all’Ucraina proventi dei beni russi congelati per un valore pari a 1,4 miliardi di euro. Lo ha annunciato la Commissione europea in un comunicato stampa. “L’Unione europea ha ricevuto 1,4 miliardi di euro di profitti straordinari generati dagli interessi sui saldi di cassa derivanti dagli asset immobilizzati della Banca centrale russa (Rsb), detenuti dai depositari centrali di titoli (Csd)”, si legge nella nota: “La ricezione di tale importo rappresenta il quarto trasferimento di questo tipo, dopo la terza tranche consegnata nell’agosto 2025. Copre i ricavi accumulati durante la seconda metà del 2025. Questi fondi provengono dagli asset della Rsb immobilizzati in base alle sanzioni Ue, imposte in risposta alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. Sebbene gli asset stessi rimangano immobilizzati, gli interessi sui saldi di cassa non appartengono alla Russia e, su proposta della Commissione, è stato concordato che vengano utilizzati per sostenere l’Ucraina. Questa misura fa parte dell’impegno continuo dell’Ue al fianco dell’Ucraina per tutto il tempo necessario”.
Il testo ricostruisce inoltre l’iter che ha preparato la strada a questa decisione: a seguito dell’invasione dell’Ucraina nel 2022, l’Unione europea ha adottato una serie di misure sanzionatorie nei confronti della Russia, tra cui l’immobilizzazione degli asset della Banca centrale russa detenuti nell’Ue. Il divieto di operazioni relative agli asset e alle riserve porta all’accumulo di liquidità e depositi nei bilanci dei Csd generando entrate straordinarie: su proposta della Commissione e dell’Alto rappresentante Ue, nel febbraio 2024 il Consiglio ha deciso che i depositari centrali di titoli che detengono più di 1 milione di euro in tali asset e riserve devono accantonare i saldi di cassa straordinari accumulati e non possono disporre dei ricavi netti. “Il 21 maggio 2024 il Consiglio ha adottato un insieme di atti giuridici che consentono l’uso di tali profitti netti a beneficio dell’Ucraina”, si legge ancora nella nota: “A dicembre 2025, il Consiglio ha deciso di vietare in modo più duraturo i trasferimenti degli asset immobilizzati della Banca centrale russa verso la Russia, sulla base del Regolamento 2025/2600, che utilizza l’Articolo 122 del Tfue come base giuridica”.
Articolo di Lilli Goriup




