Ucraina, la linea del fronte brucia: ecco i punti dove si decide la guerra. Kiev si scherma col sistema SAMP/T NG
La Francia ha annunciato che una batteria del sistema missilistico da difesa aerea di nuova generazione SAMP/T NG verrà mandata in Ucraina per essere testata in combattimento. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato, dopo i recenti colloqui col presidente francese Emmanuel Macron, che l’Ucraina riceverà il nuovo sistema quest’anno e ne verificherà la capacità di intercettare i missili balistici, aggiungendo che Kiev desidera un accesso prioritario qualora il sistema si dimostri efficace. Macron aveva già segnalato a novembre 2025 che i nuovi sistemi SAMP/T avrebbero potuto essere schierati in Ucraina nel 2026. Il SAMP/T NG è l’evoluzione del sistema di missili da difesa aerea di MBDA, che è già stato inviato in Ucraina facendo segnare numerosi abbattimenti di droni e missili da crociera, e in almeno un’occasione, di un cacciabombardiere russo.
Questa versione è ottimizzata per avere più probabilità di successo nell’intercettazione dei missili balistici a corto e medio raggio e potrebbe pertanto rivelarsi particolarmente utile contro gli “Iskander-M” russi. Lo schieramento in Ucraina del SAMP/T NG servirà anche per avere un riscontro delle capacità del nuovo sistema e per prendere le eventuali misure di correzione.
Due i punti caldi lungo la linea del fronte
Nel frattempo, quasi tutta la linea del fronte ucraino è in movimento con alcuni settori particolarmente attivi: la guerra d’attrito russa procede senza sosta al punto che anche i servizi segreti statunitensi ritengono che la Russia abbia mantenuto il sopravvento nel conflitto in corso, e che se non verrà raggiunto un accordo, Mosca probabilmente continuerà a combattere una lenta guerra di logoramento fino a quando non riterrà di aver raggiunto i propri obiettivi.
Tulsi Gabbard:
The intelligence community assess that Russia has maintained the upper hand in the war against Ukraine.
Until an agreement is made, Moscow is likely to continue fighting a slow war of attrition until they view their objectives have been achieved. pic.twitter.com/LH70Wms1vM
— Clash Report (@clashreport) March 18, 2026
Tra le zone in cui si sta combattendo di più e più aspramente c’è Huliapole, nell’oblast di Zaporizhzhia. In questa zona, e più in generale in tutto l’oblast, gli ucraini sono riusciti a riguadagnare terreno. Più in generale, col finire dell’offensiva invernale russa – che offensiva non è mai veramente stata – gli ucraini hanno riguadagnato più di 400 chilometri quadrati di territorio occupato dai russi.
Un altro punto caldo del fronte è quello di Pokrovsk, dove fonti non confermate affermano che le forze russe sono avanzate a sud di Hryshyne (a nord-ovest di Pokrovsk) e verso Serhiivka (a ovest). Gli ucraini, particolarmente in questo settore, stanno bersagliando le retrovie russe, ivi compresi gli snodi logistici, per fermare la lenta ma costante avanzata russa.
Si combatte intensamente anche a Kostiantynivka, posta a sud della direttrice Kramatorsk-Sloviansk. Qui però, nonostante ancora il 17 marzo le forze russe stessero continuando le operazioni offensive, non hanno fatto registrare avanzamenti significativi. Le località in cui si combatte sono ormai ben note perché sono le stesse che conosciamo praticamente dall’inizio di questo conflitto.
Già tra marzo e aprile del 2022 scrivevamo che il nodo per sigillare il Donbass, in particolare la regione di Luhansk, era Kramatorsk. Ora però a quattro anni da quell’analisi, gli ucraini hanno potuto riassestare le reti logistiche nelle loro retrovie e l’eventuale perdita di quel settore non inciderebbe più così tanto sull’esito del conflitto come invece avrebbe fatto 4 anni fa. Kramatorsk, però, possiede un aeroporto e una diramazione ferroviaria che potrebbe facilitare la stabilizzazione del fronte qualora finisse in mano russa.
Gli attacchi a lungo raggio preoccupano Shoigu
Nonostante la disparità numerica per quanto riguarda gli strumenti per effettuare attacchi a medio e lungo raggio, gli ucraini nelle ultime due settimane sono stati capaci di colpire ripetutamente i sistemi di difesa aerea russi in Crimea, in particolare mettendo nel mirino i radar. Gli attacchi sono stati talmente estesi che risulta sia stato silurato il comandante locale della difesa aerea.
Lo stesso segretario del Consiglio di Sicurezza russo (ed ex ministro della Difesa) Sergei Shoigu si è trovato costretto ad ammettere la crescente efficacia della campagna di attacchi ucraini a lungo raggio contro la base industriale della difesa russa, anche in profondità nel territorio della Federazione. Shoigu ha dichiarato il 17 marzo che gli attacchi aerei ucraini (presumibilmente riferendosi sia a quelli con droni che con missili) contro le infrastrutture in territorio russo sono quasi quadruplicati nel 2025, raggiungendo quota 23mila, rispetto ai 6200 del 2024. Il generale ha inoltre affermato che le forze ucraine hanno acquisito la capacità di condurre attacchi aerei contro obiettivi nella regione degli Urali e quindi questa ora si trova ora nella zona di “minaccia immediata”. Shoigu ha affermato che sono state sviluppate armi e metodi a un ritmo tale che nessuna regione della Russia può sentirsi al sicuro, e che la situazione in Medio Oriente sta aumentando le minacce di attacchi terroristici contro le infrastrutture critiche russe.
Il riconoscimento da parte di Shoigu della maggiore efficacia della campagna di attacchi a lungo raggio dell’Ucraina è particolarmente interessante perché solitamente i funzionari russi minimizzano i suoi effetti, pertanto si ritiene che queste dichiarazioni potrebbero far parte del tentativo di creare una narrazione interna mirante a evidenziare l’impatto della guerra in tutta la Russia, invece che solo le regioni di confine vicino alla linea del fronte,
presumibilmente per giustificare future mobilitazioni e continue interruzioni diffuse di internet, che come sappiamo in Russia è stato fortemente limitato per staccarsi dal web internazionale se non attraverso canali controllati.




