Uccise i genitori nella casa di Fano, 30 anni di carcere per Luca Ricci. La procura aveva chiesto l’ergastolo, non riconosciute premeditazione e crudeltà

FANO Condannato a 30 anni Luca Ricci, 50enne, reo confesso del duplice omicidio del padre Giuseppe 75 anni, ex falegname, e della madre Luisa Marconi, 70 anni casalinga. Il fatto di sangue avvenne il 24 giugno 2024 in via Fanella a Fano. Dopo tre ore e mezzo di camera di consiglio, ieri la Corte d’assise di Pesaro ha emesso la sentenza. La presidente Lorena Mussoni alle 13,30 ha letto il dispositivo, accanto al giudice Andrea Piersantelli e alla giuria popolare.
Le aggravanti riconosciute
A sorpresa, la Corte ha escluso le aggravanti della premeditazione e della crudeltà e ha concesso le attenuanti generiche. Restano confermate le aggravanti dei futili motivi e del vincolo di parentela. Ricci è stato condannato a 30 anni, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e alla misura di sicurezza delle libertà vigilata per 3 anni dopo aver scontato la pena. La Corte ha disposto anche il dissequestro degli appartamenti, quello di Ricci e quello dei genitori acquistato all’asta da un nuovo proprietario. Il pubblico ministero Letizia Fucci aveva chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per sei mesi. Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni, poi la procura potrebbe fare ricorso in appello.
La tesi degli avvocati
Tutto si è giocato sulle aggravanti. Per la difesa di Ricci, rappresentata dagli avvocati Alfredo Torsani e Luca Gregori, il delitto non è stato premeditato e non c’è stata alcuna volontà di infliggere sofferenze aggiuntive. Un delitto legato al contesto economico, ma non pianificato. Secondo l’accusa, il movente era rappresentato dal fatto che l’imputato doveva reperire dodicimila euro a titolo di caparra entro la mattina del 24 giugno 2024 per evitare lo sfratto dei genitori dall’abitazione venduta all’asta, a causa di un mutuo bancario contratto per il figlio e non onorato. La mattina dell’omicidio Luca Ricci avrebbe dovuto consegnare i soldi al nuovo proprietario per garantire alla coppia di anziani di rimanere in affitto nell’alloggio. Era stato chiesto un anticipo dell’affitto di 2 anni, temendo l’insolvenza dei futuri locatari. Ma i soldi non c’erano, perciò secondo l’accusa Ricci ha strangolato la madre con un cavo del telefono e ha preso a martellate durante il sonno il padre. Fucci in aula ieri mattina ha sottolineato ancora che «non si possono giustificare comportamenti gravi come uccidere i genitori. Quanto vale la vita dei genitori? Dodicimila mila euro? Non si può parlare di attivazione emotiva in seguito al fallimento». Dopo la pronuncia della sentenza Ricci è rimasto impassibile. Ha tenuto in mano dei foglietti con dei versi della Bibbia, che ha sfogliato durante la mattina. Gli avvocati dell’imputato, Alfredo Torsani e Luca Gregori hanno sottolineato a margine dell’udienza: «La Corte ha aderito alle nostre ricostruzioni dei fatti sull’insussistenza di determinate aggravanti come la premeditazione e la crudeltà. Avevamo chiesto una pena equilibrata e proporzionata, diversa dall’ergastolo. La giustizia non deve avere un effetto di vendetta. Non si può parlare di vittoria nel rispetto di tutte le persone coinvolte nella vicenda, dalla sorella a tutti gli altri. Leggeremo le motivazioni». Luca Ricci, recluso dal 2024, non ha parlato. La sorella del condannato, i suoi due figli, entrambi minori all’epoca dei fatti, e l’ex moglie non si erano costituiti parti civili.




