Liguria

“Uccidere, uccidersi ed essere uccisi: la morte violenta”, il convegno di So.Crem al Museo Diocesano


Genova. Il convegno “Uccidere, uccidersi ed essere uccisi: la morte violenta”, si è aperto alle 10 al Museo Diocesano. Introdotto da Ivano Malcotti, Linda Alfano, Maria Galasso. Al pubblico, arrivato al Museo Diocesano in buon numero, si è proposto un momento di riflessione multidisciplinare sul tema della morte violenta, esplorata attraverso le sue molteplici manifestazioni: le dinamiche dell’omicidio e del suicidio, la violenza verbale e simbolica, le vittime della violenza, il lutto del minore nel femminicidio.

Un’occasione per affrontare, da prospettive diverse — criminologica, giuridica, psicologica, sociale e culturale — le dinamiche del male, inflitto e subito, e le diverse possibilità di riparazione e di comprensione. Moderato da Tullio Bandini. Docente emerito Università degli Studi di Genova, il convegno si è aperto con Gabriele Rocca, psicopatologo forense di Unige che interverrà su “La scena delle indagini criminologiche”; a seguire Adolfo Ceretti, ordinario di criminologia alla Bicocca, si è collegato da Milano ed è intervenuto su “L’origine della violenza”.

Edoardo Meoli, giornalista professionista, ha parlato delle “Parole che uccidono”, facendo una disanima legata alla sua professione. Mentre Raffaele Caruso, avvocato penalista del Foro di Genova sarà relatore di “Disamistade: riparare la faida?”. Al pomeriggio si riprende alle 14.30 e a moderare è stata Paolo Fontana, coordinatore attività culturali e formative del Centro Studi Edoardo Vitale.  Gianluca Serafini, ordinario di psichiatria a Genova, ha parlato di “Il lutto nelle morti violente e nel suicidio”, seguito da Alessandra Ballerini avvocata per i diritti umani che è intervenuta su “La morte degli Altri”.

Luca Villa magistrato della procura della Repubblica di Milano ha parlato di “Femminicidio attraverso le canzoni italiane del Novecento, Paola Bastianoni direttrice del laboratorio “Uno sguardo dal cielo” dell’Università di Ferrara è stata relatrice sul tema “I figli del femminicidio”. In chiusura Giuseppe Armas direttore Caritas Genova è intervenuto su “Per una cultura della pace”.

Le due parti del convegno su “Uccidere”.

Nella prima parte del convegno, intitolata “Uccidere”, si alterneranno voci esperte nel campo della criminologia, della psicopatologia forense e della comunicazione, per indagare le origini della violenza, le modalità con cui si manifesta e gli effetti che produce anche sul piano linguistico.

La seconda sezione, “Uccidersi ed essere uccisi”, approfondirà i temi del lutto nelle morti traumatiche, del suicidio e delle uccisioni di genere. Un focus particolare sarà dedicato alle vittime indirette — i figli del femminicidio — e alla necessità di promuovere una cultura della pace come strumento di prevenzione e trasformazione del conflitto. Il convegno è stato solo il primo di una serie di eventi che animeranno il festival, che proporrà anche esperienze in tutta Italia, laboratori nelle scuole e incontri in streaming. Il Rumore del Lutto promosso da Segnali di Vita APS, con la direzione artistica di Maria Angela Gelati e Marco Pipitone si conferma così come una manifestazione di grande spessore culturale e umano, in grado di richiamare l’attenzione su tutte le sfaccettature della vita e su temi particolarmente complessi quali la perdita, la morte, il lutto.




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