Tyler Ballgame – For The First Time, Again
Periodicamente ed a qualsiasi latitudine sonora e/o temporale si presenta l’occasione, imposta o casuale, che si debba disquisire della “next big thing”, con il rischio che l’attesa e l’aneddotica sul personaggio vadano ad inficiare il giudizio sull’esito artistico che giunge ai nostri padiglioni auricolari (e si spera anche al nostro cuore e stomaco).

Il nostro Tyler sembra desegnato appositamente per rientrare proprio nella categoria di nuova promessa, a partire dal suggestivo pseudonimo scelto, quale tributo ad un suo idolo sportivo (del baseball).
Voci e narrazioni si concentrano sulle vicissitudini personali, di un ragazzo vittima della depressione intra pandemica, che trova successivo rifugio e salvezza in California .
California che viene tributata (involontariamente probabilmente, forse è solo una mia fascinazione) dalle arance presenti in copertina, dove viene scoperto da J. Rando dei Foxygen, rapito dalle performance del nostro e che gli fa ottenere un contratto con la celeberrima Rough Trade.
“For The First Time, Again” giunge a fine gennaio e, non ne vogliano gli eventuali scettici, il talento è presente ed è, se non abbagliante, sicuramente caldo ed avvolgente.
Non ci si aspetti particolari deviazioni sonore od effetti sghembi che potrebbero fare l’occhiolino a certi indie rockers, ma si può fare affidamento su una capacità , tutt’altro che diffusa, di abbracciare la forma canzone, unendo folk etereo, pop decadente e certo cantautorato tra i 60 e i 70 del secolo scorso.
Molti hanno sentito echi lennoniani, ma forse pare più azzeccato l’altrettanto diffuso riferimento ad Harry Nilsson, nell’unire sensazioni beatlesiane tout court, unite anche a memorie più vetuste, complice anche la vocalità vicina a giganti quali Roy Orbison ed Elvis.
Non sarei stupito, anche se siamo solo ad inizio anno, di ritrovare Tyler Ballgame presente in molte top ten di fine anno.
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