TVA, entro maggio la Conferenza dei Servizi decide il futuro per il tratto Cavalleggeri-Argentina
La “linea dei Papi” non è un miraggio. Nonostante i mesi di dubbi, l’iter burocratico per la tranvia destinata a collegare il centro storico con il quadrante ovest entra nella fase calda.
Al centro del tavolo tecnico c’è il segmento che va da Largo di Porta dei Cavalleggeri a Largo di Torre Argentina, un’opera complessa che ridisegnerà la viabilità a ridosso del Vaticano.
Lo scambio a Largo Argentina e l’addio alla “rotatoria” di Venezia
Il progetto ha subito una metamorfosi necessaria. L’idea originaria di una rotatoria tranviaria a Piazza Venezia è stata accantonata per non collidere con i cantieri decennali della Metro C.
La soluzione? Una memoria di Giunta ha stabilito che il punto di contatto con la storica linea 8 (Casaletto-Venezia) avverrà a Largo Argentina, trasformando la piazza in un nodo di scambio vitale per i pendolari.

Il deposito di Largo Micara: il cuore logistico
Per far muovere i nuovi tram Urbos (vetture di ultima generazione capaci di marciare senza catenaria in alcuni tratti), serve una “casa”.
La Conferenza dei Servizi dovrà dare il via libera definitivo al deposito ausiliario di Largo Cardinal Clemente Micara, fondamentale per gestire la flotta che servirà l’intero tracciato di 8 chilometri fino a piazza dei Giureconsulti.
Le spine nel fianco: acquedotti e residenti
Nonostante l’ottimismo delle istituzioni, il tracciato deve superare ostacoli non indifferenti:
Piazza Carpegna: Il peso dei nuovi tram richiede il rinforzo dell’antico acquedotto. Un intervento delicato che potrebbe richiedere fino a due anni di lavori prima ancora di posare i binari.
Largo Capponi: Qui la protesta dei residenti è accesa contro la realizzazione del parcheggio interrato collegato all’opera.
Via Nazionale: Resta l’enigma del transito in una delle arterie più belle di Roma, dove i binari dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) proseguire verso la stazione Termini.
Cronoprogramma: maggio il mese chiave
Il tempo stringe. La Conferenza dei Servizi ha l’obiettivo di chiudere i verbali entro il 14 maggio 2026. Quella data segnerà un punto di non ritorno: l’approvazione del progetto comporterà automaticamente la variante urbanistica e l’avvio delle procedure di esproprio per le aree interessate dai binari e dalle strutture tecniche.
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