Turismo, in Umbria negli ultimi 25 anni presenze e arrivi cresciuti di oltre il 50%

di D.B.
Una crescita non progressiva ma concentrata in alcune fasi dell’ultimo quarto di secolo e che pone una domanda: il livello raggiunto dal turismo umbro è una nuova base strutturale o solo una fase particolarmente favorevole? Tra il 2000 e il 2025, spiega lunedì in un approfondimento l’Agenzia Umbria ricerche, le presenze, cioè il numero di notti trascorse dai turisti nella regione, sono cresciute di oltre 2,7 milioni mentre gli arrivi, ovvero il numero di clienti ospitati nelle strutture, di 1,1 milioni; in termini relativi, si parla rispettivamente del 52 per cento e del 59 per cento.
Le presenze All’inizio degli anni Duemila la regione registrava poco più di 5,2 milioni di presenze turistiche. Nei sette anni successivi il numero è aumentato rapidamente, superando nel 2007 la soglia dei 6,2 milioni. Si tratta di una prima fase di espansione significativa, che porta il turismo umbro su un livello più alto rispetto all’inizio del secolo. Dopo questo picco si apre un lungo periodo di sostanziale stabilità. Tra il 2008 e il 2019 le presenze oscillano infatti tra circa 5,5 e 6,1 milioni di notti. All’interno di questo intervallo si registrano due cali legati a eventi specifici: nel 2009, dopo la crisi finanziaria internazionale, e nel 2017, negli anni successivi al terremoto del 2016. In entrambi i casi però il sistema riesce a recuperare in tempi relativamente brevi, tornando sui livelli precedenti senza però riuscire a superarli.
Pandemia La vera discontinuità arriva con la pandemia. Nel 2020 il turismo crolla: le presenze scendono a circa 3,2 milioni, quasi la metà rispetto all’anno precedente. Nel 2021 si registra un recupero parziale, fino a circa 4,7 milioni, ma il dato resta ancora lontano dai livelli precedenti al Covid. È dal 2022 che la traiettoria cambia davvero. Non solo il sistema turistico recupera le perdite della pandemia, ma supera anche i limiti che avevano caratterizzato il decennio precedente. Nel 2022 le presenze superano per la prima volta i 6,3 milioni, nel 2023 si avvicinano ai 6,9 milioni, nel 2024 oltrepassano i 7,3 milioni e nel 2025 raggiungono i 7,9 milioni. In altre parole, l’Umbria passa nel giro di pochi anni da una fase di stabilità a una crescita che porta il turismo regionale su una nuova scala.
Gli arrivi Un’evoluzione simile si osserva anche guardando agli arrivi. Nel 2000 gli arrivi erano poco più di 1,9 milioni; nel 2007 erano già saliti a circa 2,2 milioni, segno di un progressivo ampliamento della platea di turisti. Tra il 2008 e il 2019 il dato resta compreso tra circa 2 e 2,5 milioni di arrivi all’anno. Anche in questo caso si registrano alcune flessioni negli anni segnati da crisi economiche o eventi straordinari, ma nel complesso il numero dei visitatori continua ad aumentare lentamente fino alla vigilia della pandemia. Il crollo arriva nel 2020, quando gli arrivi scendono a circa 1,2 milioni. Nel 2021 il numero risale a 1,7 milioni, ma il recupero completo arriva solo nel 2022, quando si torna a circa 2,3 milioni di visitatori. Dal 2023 in poi però il turismo umbro cambia passo. Con 2,6 milioni di arrivi viene superato il precedente record storico, nel 2024 si sale a circa 2,8 milioni e nel 2025 si oltrepassa per la prima volta la soglia dei 3 milioni. È un passaggio significativo, che secondo l’analisi segna un salto anche simbolico nella dimensione del turismo regionale.
I due momenti Guardando all’intero periodo 2000-2025, il sistema turistico umbro appare quindi molto più ampio rispetto a un quarto di secolo fa. Le presenze sono passate da poco più di 5,2 milioni a quasi 8 milioni, mentre gli arrivi sono cresciuti da circa 1,9 milioni a oltre 3 milioni. Un incremento che, sottolinea il focus, non si è distribuito in modo uniforme nel tempo ma si è concentrato soprattutto in due momenti: l’espansione dei primi anni Duemila e la forte crescita registrata dopo la pandemia.
Maturazione Resta però aperta una domanda di fondo: se il livello raggiunto negli ultimi anni rappresenti una nuova base stabile per il turismo regionale oppure una fase particolarmente favorevole destinata a ridimensionarsi. In ogni caso, conclude l’analisi, il passaggio a numeri così più alti rispetto all’inizio del millennio indica che il turismo umbro sta entrando in una fase di maturazione più avanzata, con possibili effetti nel tempo sull’organizzazione del settore e sul territorio.
La tavola rotonda Proprio sulle prospettive future del comparto si concentrerà anche un’iniziativa promossa da Federalberghi Umbria Confcommercio. Martedì all’Hotel Posta dei Donini di San Martino in Campo, a Perugia, è in programma la quarta edizione di «Up hotel training day», una giornata di confronto tra operatori turistici, imprese e istituzioni. Il momento centrale sarà una tavola rotonda dedicata alle strategie per rafforzare il ruolo del turismo nell’economia regionale, con la partecipazione, tra gli altri, della presidente della Regione Stefania Proietti, dell’assessora al Turismo Simona Meloni e del presidente della Camera di commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni. «Up Hotel Training Day è diventato negli anni un momento di confronto importante tra imprese e istituzioni – sottolinea il presidente di Federalberghi Umbria Confcommercio Simone Fittuccia – per analizzare l’andamento del turismo e costruire insieme strategie capaci di rafforzare la competitività dell’Umbria in uno scenario sempre più internazionale».
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