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Turismo e commercio, il Molise ha perso in 6 anni 885 lavoratori autonomi | isNews

La rilevazione di Confesercenti elaborata sui dati camerali. Calo leggermente inferiore rispetto alla media nazionale


Negli ultimi sei anni il Molise ha perso 885 lavoratori autonomi nei settori del commercio e del turismo. È quanto emerge da una rilevazione di Confesercenti elaborata sui dati camerali relativi al commercio, alla filiera turistica, alloggio, ristorazione e agenzie di viaggio. Secondo lo studio, gli autonomi sono passati dai 7.016 del 2019 ai 6.131 del 2025, con una flessione del 12,6%. Un calo leggermente inferiore rispetto alla media nazionale, che si attesta al -14,1%.

Il dato regionale si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato da una forte trasformazione del mercato del lavoro nei due comparti. A livello italiano, infatti, l’occupazione complessiva in commercio e turismo registra una crescita di 351 mila unità, pari a un incremento dell’8,4%. A trainare l’aumento sono però esclusivamente i lavoratori dipendenti, cresciuti di 528 mila addetti (+18%), mentre il lavoro autonomo continua a diminuire, confermando una tendenza ormai consolidata.

“Il dato segnala una tendenza che va contrastata – commenta Nico Gronchi, Presidente di Confesercenti – Un tessuto diffuso di piccole imprese e lavoratori autonomi svolge una funzione economica essenziale: sostiene la densità produttiva dei territori, alimenta concorrenza e pluralismo dell’offerta, crea occupazione e circolazione locale del reddito.

Il lavoro autonomo si sta riducendo per l’effetto combinato di più fattori: pressione fiscale e amministrativa, costi energetici – esplosi dopo la pandemia – locazioni commerciali, difficoltà di accesso al credito, squilibri competitivi con grandi operatori e piattaforme digitali. Una somma di vincoli che rende sempre più difficile avviare, mantenere o trasferire un’attività.

Servono interventi macro, sui costi dell’energia per i piccoli e per riequilibrare la concorrenza e garantire il pluralismo. Sarebbero necessari però anche sostegni agli investimenti privati e incentivi per il ricambio generazionale, che oggi è un punto critico per molte piccole imprese. Sono necessarie anche più tutele e strumenti di welfare, che per imprenditori e imprenditrici resta una questione lasciata alle proprie forze. Solo così tornare a mettersi in proprio potrà essere di nuovo una prospettiva sostenibile”.


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