Economia

Turismo Dop: il Veneto guida l’Italia e vale quasi 5 miliardi di euro


Il turismo enogastronomico si conferma uno dei motori più solidi del viaggio in Italia. A guidare questa trasformazione è il Veneto. Con un valore della DOP economy che sfiora i 5 miliardi di euro (4,936 miliardi) e un indice di 68,1, la regione si posiziona al primo posto nel II Rapporto sul Turismo DOP 2026 di Fondazione Qualivita e Ismea, distinguendosi come punto di riferimento nazionale per integrazione tra cibo, territorio e accoglienza.

Il modello Veneto: vino, eventi e ospitalità

A determinare il primato veneto è la costruzione di un sistema articolato e di un’offerta particolarmente densa. La regione conta 121 attività di turismo DOP riferite a 72 prodotti certificati IG (Indicazione Geografica), con il coinvolgimento di 36 Consorzi di tutela e 13 associazioni di produttori attualmente in attesa di riconoscimento. Il comparto agricolo appare altrettanto strutturato, con 36.700 aziende e 1.646 agriturismi, dei quali quasi la metà (49,1%) è direttamente legata a produzioni DOP e IGP.

Ma il vero punto di forza è la trasformazione del prodotto in esperienza: 74 eventi tra sagre, degustazioni e festival, una rete consolidata di strade del vino e dei sapori e una ricchezza culturale che include anche quattro patrimoni Unesco. In questo ecosistema, denominazioni come il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOP, il Radicchio Rosso di Treviso IGP o il Monte Veronese DOP diventano veri attrattori turistici, capaci di generare flussi e raccontare il territorio.

I numeri del turismo enogastronomico

A sostenere il primato veneto contribuiscono i volumi complessivi del turismo regionale: oltre 73 milioni di presenze, con una netta prevalenza internazionale (51,7 milioni di stranieri), segno di una destinazione fortemente globalizzata ma ancora radicata nelle proprie tradizioni.

I dati del Rapporto, spiega Lucas Pavanetto, vicepresidente e assessore regionale al turismo, “dimostrano che sempre più visitatori scelgono il Veneto non solo per le sue bellezze, ma per vivere esperienze legate al cibo, al vino e alle tradizioni locali. Una leva strategica su cui continueremo a investire”.

Una tesi confermata dai dati nazionali: il 45% dei turisti stranieri associa cibo e vino all’identità italiana e il 70% indica il turismo enogastronomico una delle principali motivazioni della visita. Con una spesa dei visitatori internazionali che ha toccato i 46,4 miliardi di euro (+5% sul 2024), il segmento si conferma una leva strategica per la bilancia commerciale del Paese.

Turismo Dop: le regioni virtuose

Se il Veneto guida la classifica, altre regioni confermano la forza del turismo DOP come leva di sviluppo. La Toscana si posiziona al secondo posto con un indice di 59,9, forte di un equilibrio consolidato tra paesaggio, vino e patrimonio culturale e di oltre 46 milioni di presenze turistiche.

Segue l’Emilia-Romagna, terza con 57,5, dove il turismo enogastronomico si innesta su una delle filiere agroalimentari più strutturate d’Europa e su un sistema produttivo capace di raccontarsi attraverso esperienze sempre più articolate. Anche la Lombardia, quarta con 44,1, dimostra come i grandi flussi turistici possano convivere con una crescente valorizzazione delle produzioni locali, mentre il Piemonte, quinto con 39,8, si distingue per un’offerta più selettiva e orientata a un turismo del gusto di alta qualità.

Al di fuori della top five, la Campania si conferma tra le realtà più dinamiche, grazie a un mix unico di patrimonio culturale e tradizione gastronomica, mentre Sicilia e Trentino-Alto Adige mostrano modelli differenti ma in crescita, a testimonianza di un fenomeno ormai diffuso lungo tutta la penisola.


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