Liguria

Tunnel Fontanabuona, dopo il via libera di Regione Liguria continuano le proteste: “Opera calata dall’alto, atto di arroganza”


Genova. “Il cosiddetto “via libera” della Regione Liguria al tunnel della Valfontanabuona è l’ennesimo atto di arroganza istituzionale compiuto senza il consenso dei territori e contro ogni principio di buon governo. Non esiste alcuna compensazione da accettare. Le tragedie non si barattano. I territori non si comprano con un’infrastruttura inutile”.

Questo il commento di Andrea Carannante, uno dei coordinatori e animatori del movimento che si oppone alla grande opera che punta a collegare la vallata tigullina con il tracciato della A12, che arriva a poche ore dall’approvazione del progetto da parte degli uffici tecnici di Regione Liguria, aprendo la fase della Conferenza dei servizi: “Questo tunnel non nasce dai bisogni della Valfontanabuona, ma da una decisione calata dall’alto, figlia di una logica ministeriale che usa il territorio come spazio di sacrificio, riducendolo a corridoio di traffico e terreno di scambio politico”.

“Parlare di sviluppo è una mistificazione – aggiunge Carannante, oggi consigliere di opposizione a Rapallo – Quest’opera: consuma suolo e paesaggio in un’area fragile, drena risorse pubbliche enormi, non risolve i problemi reali di chi vive la valle, aumenta gli squilibri invece di ridurli. Non ci serve un tunnel per scappare più velocemente dai nostri paesi. Ci servono servizi, manutenzione, sicurezza, trasporti pubblici, lavoro. Tutto ciò che questo progetto ignora deliberatamente. Rivendichiamo una posizione netta e non negoziabile: nessuna compensazione, nessun tunnel, nessuna imposizione. Questo progetto è sbagliato nel metodo e nel merito. Non è inevitabile. Non è necessario. Non è condiviso. Lo diciamo con chiarezza, oggi e per il futuro: il tunnel della Valfontanabuona non lo vogliamo. E non si farà”.




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