Friuli Venezia Giulia

Tumore del pancreas. In Italia più sopravvivenza

22.11.2025 – 18.30 – La lotta contro il tumore del pancreas avanza, e i segnali sono del tutto incoraggianti. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, in Italia il numero di persone vive dopo la diagnosi è aumentato del 10% in soli tre anni. Un importante passo in avanti, che conferma l’importanza della ricerca, ma che evidenzia in particolare modo una sfida più che aperta: la maggior parte dei casi, infatti, continua ad essere scoperta troppo tardi. Nel 2024,  i dati registrati dimostrano che nel nostro Paese 23.600 persone sopravvivono dopo una diagnosi di tumore pancreatico, contro le 21.200 del 2021.E i nuovi casi, certamente non diminuiscono: 13.585 solo nel 2024, distribuiti quasi equamente tra uomini e donne.

Il dato più critico, quindi, resta sempre la diagnosi: solo uno su cinque arriva quando il tumore è localizzato e può essere trattato chirurgicamente. L’80 % dei casi, infatti, viene scoperto in fase troppo avanzata, quando le possibilità terapeutiche riducono sostanzialmente.La diagnosi precoce, soprattutto nelle persone a rischio, e le nuove terapie mirate stanno aprendo scenari impensabili fino a pochi anni fa”, ha spiegato durante la Giornata mondiale del tumore del pancreas 2025,  Alfredo Budillon, direttore Scientifico dell’Irccs Pascale. Tra le novità, il direttore dell’Ircss ha citato le  analisi molecolari tramite sangue, farmaci mirati alle mutazioni Ras (presenti nel 90% dei casi) e vaccini terapeutici di immunoterapia.

Anche Antonio Avallone, direttore dell’Oncologia medica addominale del Pascale, ha confermato la grande vitalità e importanza della ricerca, supportata dai nuovi farmaci, come gli inibitori di Ras, e dai risultati degli studi clinici presentati all’ultimo congresso Esmo di Berlino. «Il tumore del pancreas sarà una delle neoplasie più frequenti nei prossimi trent’anni, ma gli strumenti per affrontarlo stanno cambiando». Francesco Perrone, presidente di Fondazione Aiom, ha segnalato qualche progresso: «In Italia la sopravvivenza netta a 5 anni è salita all’11% negli uomini e al 12% nelle donne. Ma non basta».

Insomma, la strada da percorrere è ancora lunga, ma i progressi registrati in questi anni dimostrano che la ricerca, se unita ad una diagnosi precoce, può veramente fare la differenza. Monitorarsi costantemente, informarsi, condurre un sano stile di vita e sostenere la ricerca non rappresentano più delle opzioni, bensì degli strumenti concreti per cambiare il futuro del tumore del pancreas. La sfida quindi continua, ma ad oggi, con più speranza che mai. 

[n.m] 




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