Tuffo di Capodanno a Pesaro, in 50 sfidano il mare gelido. Biancani (vestito) sulla spiaggia, Lanzi in costume in acqua
PESARO Nonostante il freddo di un primo gennaio soleggiato ma pungente oltre 50 tuffatori si sono ritrovati davanti alla Rotonda Bruscoli per il rito del bagno di Capodanno, davanti a una platea di centinaia di persone (vestite e imbottite) che non ha mancato di applaudire i temerari dell’acqua gelida, «quest’anno particolarmente» come hanno detto i primi che sono tornati a riva dopo essersi immersi. Una catarsi pesarese.

Il rito
Il tuffo di Capodanno a Pesaro è una storica tradizione di buon auspicio, ideata dalla compagnia degli Omaccioni negli anni 70 e ripresa poi nel 1995.
Partecipano decine e decine di pesaresi che si immergono in mare il 1° gennaio. L’evento, seguito da centinana di persone in spiaggia, è diventato ancora più significativo dopo la morte di Alberto Spinaci, partecipante storico, scomparso tragicamente in mare durante una nuotata nell’aprile 2025.
Nel ricordo di Spinaci
Spinaci era uno dei simboli e partecipanti più noti, immergendosi per primo anche l’anno scorso. Qualche anno prima, nel 2017, era scomparso suo padre Peppe Spinaci, uno degli storici omaccioni. Il tuffo di quest’anno, come sottolineato dall’amico Alessandro Bischi (tra i più appassionati del rito collettivo), e quelli futuri, dedicati a lui, perpetuano il suo spirito e la tradizione pesarese.
Sindaco e sfidante
Curiosità: al tuffo erano presenti Marco Lanzi in costume (candidato sindaco del centrodestra, oggi sui banchi dell’opposizione) e il sindaco Andrea Biancani vestito.




