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Trump: «Non ho ancora deciso sull’Iran». Dall’Italia agli Usa, inviti a lasciare l’area. Rubio lunedì in Israele

Sale la tensione riguardo una possibile azione militare contro l’Iran, sulla scia di ulteriori avvisi di sicurezza ed evacuazioni di personale diplomatico dalla regione. Nel tardo pomeriggio ha parlato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, senza contribuire, però, a chiarire in quale direzione si evolverà la situazione. «Potrebbe esserci o potrebbe non esserci un cambio di regime in Iran», ha detto Trump, secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg. «Non ho ancora deciso sull’Iran. Stiamo negoziando», ha osservato ribadendo che «l’Iran non può avere le armi nucleari» e che non è contento di come gli iraniani negoziano. Il presidente Usa ha poi sottolineato che Teheran non ha pronunciato quelle che ha chiamato “parole magiche”: ovvero niente armi nucleari.

E se l’annuncio della visita, lunedì, del segretario di Stato americano Marco Rubio in Israele, può essere la conferma che si continua a lavorare per una possibile soluzione negoziata, è anche vero che il presidente Usa ha affermato: «Cè sempre il rischio di un conflitto prolungato».

Oggi il Dipartimento di Stato Usa ha autorizzato la partenza del personale governativo non essenziale e dei familiari dell’ambasciata americana in Israele a causa dei rischi per la sicurezza, con ulteriori restrizioni previste in alcune aree di Israele, Gerusalemme e Cisgiordania L’ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, ha inviato una email al personale della missione diplomatica per informarlo della decisione del dipartimento di Stato di autorizzarne la partenza “a causa di rischi per la sicurezza”, sottolinendo che chi desidera partire “dovrebbe farlo OGGI”.

Gli inviti a lasciare l’area

Anche l’Italia ha ribadito, tramite il ministero degli Esteri, gli avvisi rivolti da settimane ai cittadini italiani in Iran a lasciare il paese e alla prudenza in tutta la regione a causa di possibili nuove attività militari. In particolare, a seguito della riunione presieduta a fine gennaio dal ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo lo scoppio delle proteste in Iran, il personale non indispensabile dell’ambasciata a Teheran è stato fatto rientrare in Italia. Da allora è rimasta attiva la riduzione del personale e rimangono sconsigliati i viaggi a qualsiasi titolo: gli italiani presenti per turismo o la cui presenza non sia strettamente necessaria sono invitati a lasciare il Paese. Sono altrettanto sconsigliati viaggi a qualsiasi titolo in Iraq e si raccomanda di rinviare viaggi non dettati da ragioni di necessità in Libano.

Per quanto riguarda Israele, la Farnesina raccomanda a tutti i connazionali presenti nel Paese di prestare massima attenzione e di rimanere vigili, tenendosi informati sulle procedure di emergenza e sulle indicazioni delle autorità locali nei rispettivi luoghi di permanenza.


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