Trump: «Guerra quasi finita». I Pasdaran: decideremo noi. Gli scontri si spostano in Iraq
Quattro miliziani del gruppo Kataeb Imam Ali, sostenuto dall’Iran, sono stati uccisi stamani in attacchi aerei attribuiti agli Stati Uniti nel nord dell’Iraq. Il gruppo ha affermato che i suoi combattenti sono stati uccisi in una «aggressione americana» alle loro posizioni nel distretto di Debs, nella provincia di Kirkuk.
La Germania ha temporaneamente ritirato il personale dalla sua ambasciata a Baghdad in seguito all’aumentato rischio per i dipendenti nel mezzo del conflitto in Medio Oriente. Lo scrive il Times of Israel citando la Reuters. L’ambasciata resta comunque raggiungibile, anche se i servizi consolari erano già stati fortemente limitati sin dall’attacco americano e israeliano all’Iran, il 28 febbraio.
Le forze israeliane hanno preso di mira ieri in tutto il Libano obbiettivi dell’associazione ‘Al-Quard Al-Hassan’, considerata il braccio finanziario di Hezbollah. Lo ha ribadito la stessa Idf in una nota.
I fondi di ‘Al-Quard Al-Hassan’ «vengono utilizzati dall’organizzazione terroristica Hezbollah per acquistare armi e materiali per la produzione di armi, nonchè per pagare gli stipendi dei terroristi a sostegno delle loro attività», si legge in una nota. «Gli attacchi sono stati effettuati per aggravare ulteriormente il degrado militare di Hezbollah», si piega ancora, «da molti anni ormai, il popolo libanese vive una crisi finanziaria e umanitaria che viene sfruttata dall’organizzazione terroristica Hezbollah. L’organizzazione terroristica aggrava la crisi, approfittando della debole posizione socioeconomica della popolazione per aumentare la sua dipendenza e rafforzare la propria presenza militare». Dunque, conclude Idf nella nota, «i tentativi di risanamento finanziario di Hezbollah e le operazioni dell’associazione ‘Al-Quard Al-Hassan’ costituiscono una palese minaccia per il popolo israeliano».
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