Trump cena con Amodei, il ceo di Anthropic, dopo mesi di alta tensione
Il presidente Donald Trump terrà una cena privata alla Casa Bianca con Dario Amodei, il ceo italoamericano di Anthropic, scrive Axios, aggiungendo che l’incontro avverrà nel contesto del confronto in corso tra il colosso dell’IA e l’amministrazione, oltre che tra crescenti timori alla sicurezza dell’IA e alle possibili misure per mitigare i rischi. Secondo indiscrezioni, martedì Trump e lo speaker repubblicano della Camera Mike Johnson dovrebbero incontrare i vertici delle principali aziende di IA, in una fase in cui si moltiplicano gli appelli per introdurre più tutele e regole tra avvertimenti di esperti e addetti ai lavori.
Questo incontro arriva dopo mesi di scontri durissimi tra Anthropic e il Pentagono perché a inizio anno l’azienda di Amodei si è opposta all’uso dei suoi modelli di Claude per la sorveglianza di massa e per lo sviluppo di armi autonome senza controllo umano. Successivamente, a fine agosto, un giudice della California ha stabilito che l’inserimento di Anthropic nella “lista nera” del Pentagono è stato illegittimo. Il 25 settembre, però,quindi pochi giorni fa, la Corte di Appello di Washington DC ha dato ragione al Dipartimento della Guerra e al suo ministro Pete Hegseth contro Anthropic, perché l’azienda si sarebbe messa di traverso su una materia che spetta al presidente degli Stati Uniti e al Segretario del Dipartimento della Guerra decidere. In mezzo Trump ha bollato Anthropic come un posto guidato «da pazzi di sinistra». Adesso questa cena arriva inattesa ma in un momento in cui si moltiplicano le preoccupazioni per la sicurezza dell’AI, argomento toccato da Xi Jinping e Trump anche nel recente vertice della settimana scorsa a Washington.
Ma Trump resta delle sue idee. “Non me ne preoccupo”. Così il presidente ha liquidato i timori su possibile «sfuggita al controllo» dell’IA dopo che OpenAI, Anthropic e alcuni ricercatori di sicurezza starebbero indagando su decine di migliaia di incidenti legati a comportamenti problematici di modelli di IA di frontiera. «È solo che è un settore enorme. Siamo avanti alla Cina e stiamo costruendo strutture per migliaia di miliardi di dollari. Perché dovremmo rinunciarci? Se c’è qualcosa che non va, devono sistemarlo» ha detto il tycoon a Fox News, rilevando che per Washington è più importante mantenere il vantaggio tecnologico su Pechino.
Resteranno quindi probabilmente inascoltate le parole del cofondatore di Microsoft e miliardario filantropo Bill Gates che ha esortato ancora una volta gli Stati Uniti ad assumere un ruolo guida nella regolamentazione della crescita dell’IA, avvertendo però che raggiungere un accordo internazionale su un quadro normativo globale potrebbe rivelarsi «più difficile» rispetto ai negoziati dell’era della Guerra Fredda per la limitazione delle armi nucleari. Parlando a ’Meet the Press’ di Nbc, Gates ha detto che «nessuno pensa che l’autoregolamentazione basti. Quindi è necessario che a Washington venga approvata una legge».
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