Trump avverte l’Iran: “Dopo i ponti colpiremo le centrali elettriche”. Teheran: “Abbattuti due F35 Usa”. Jorgensen: “Crisi sarà lunga, al vaglio razionamento carburante”
La metà dei lanciamissili balistici iraniani sono ancora intanti, nonostante oltre un mese di bombardamenti statunitensi e israeliani in tutto il Paese. Lo scrive la Cnn, citando rapporti di intelligence. Tuttavia, secondo quanto riferito da fonti all’emittente americana, alcuni dei lanciamissili rimanenti non sarebbero attualmente accessibili, essendo stati sepolti sotto le macerie a seguito delle ondate di attacchi aerei. Contrariamente alla valutazione statunitense, Israele ha affermato a marzo di aver distrutto o neutralizzato circa il 60% dei circa 470 lanciatori di missili balistici iraniani. La discrepanza tra le due stime potrebbe essere attribuita alle differenze nel modo in cui Israele e gli Stati Uniti classificano i lanciatori intatti ma inaccessibili. Secondo la valutazione israeliana, circa 200 lanciatori sono stati distrutti nei raid, mentre altri 80 non sono considerati operativi dopo che l’aeronautica israeliana ha colpito gli ingressi dei tunnel che conducono alle strutture sotterranee in cui sono stoccati, secondo quanto riferito dai militari. Inoltre, secondo le valutazioni dell’intelligence statunitense, l’Iran possiede ancora migliaia di droni d’attacco immagazzinati e pronti all’uso. Una fonte citata dalla testata avverte che l’Iran è “ancora pronto a scatenare il caos più totale in tutta la regione”. Sia il Pentagono che la Casa Bianca negano il contenuto del rapporto, e un portavoce di quest’ultima accusa le fonti di tentare di “sminuire” i successi dell’offensiva congiunta israelo-americana contro l’Iran.
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