Truffe agli anziani, arresti quasi raddoppiati

Le truffe restano molto diffuse, specialmente ai danni di anziani e persone fragili. C’è però una buona notizia, anzi due: i dati diffusi dai carabinieri sull’attività del 2025 in questo ambito mostrano un incremento significativo dei risultati sul piano delle indagini e allo stesso tempo registrano un’intensificazione sul fronte della sensibilizzazione.
Nel corso dell’anno, i carabinieri di Padova hanno segnalato all’Autorità giudiziaria, in stato di arresto o di libertà, 62 autori di truffa ai danni di persone anziane (tra reati consumati e tentati), in aumento dell’87% rispetto ai 33 del 2024. Ma la miglior difesa resta la prevenzione. Per questo l’Arma, in collaborazione con gli enti locali e le parrocchie, ha promosso una capillare campagna informativa per un totale di 93 incontri, con il coinvolgimento di oltre 5200 cittadini e un ottimo riscontro da parte del pubblico.
Lo slogan – informare per prevenire – nasce con l’intento di rendere i cittadini parte attiva della propria sicurezza e di quella della comunità. La consapevolezza è la prima difesa contro i raggiri, e per questo motivo il consiglio rivolto alla popolazione è duplice: non aprire mai la porta a sconosciuti, il cui arrivo non sia stato precedentemente concordato o verificato, e contattare immediatamente il 112 in caso di minimo dubbio. È bene ricordare, inoltre, che nessun operatore di polizia o delle forze dell’ordine è autorizzato a richiedere denaro, preziosi o pagamenti di alcun tipo nelle abitazioni private.
I tipi di truffe
Le truffe, come noto, prendono di mira soprattutto le persone fragili o anziane, lasciando in loro dei segni indelebili: oltre al danno economico e al trauma psicologico dell’invasione del proprio spazio, subiscono anche il senso di colpa per essere state raggirate. I truffatori approfittano proprio della sensibilità emotiva e della fragilità fisica degli anziani per conquistarne la fiducia, con i metodi più disparati.
Una truffa particolarmente subdola è costituita dalla telefonata del finto carabiniere, poliziotto o avvocato che riferisce di un congiunto, di solito un nipote, trattenuto in caserma o coinvolto in un grave incidente stradale: lo sconosciuto chiede di pagare ad un incaricato, che di lì a poco si presenterà a casa, una cauzione per il suo rilascio o una somma necessaria per cure urgenti. La vittima, ricevuta una notizia emotivamente così forte, viene indotta a consegnare denaro o gioielli.
Un altro caso è quello del finto parente che, raccontando una situazione di difficoltà improvvisa, richiede del denaro. Oppure i truffatori che, travestiti da tecnici delle forniture domestiche, si presentano alla porta riferendo che in casa c’è un grave problema da risolvere immediatamente. Sfruttando l’ansia e la preoccupazione della vittima, la invitano a proteggere i propri preziosi da fughe di gas o altre minacce, mettendoli al sicuro in un sacchetto all’interno del congelatore, che poi abilmente sottraggono.
Il truffatore contatta la vittima attraverso un finto call center utilizzando, grazie ad appositi software, numeri di telefono corrispondenti ai numeri verdi degli istituti bancari. Carpita la fiducia dell’interlocutore, e ottenute le credenziali di accesso al conto corrente, procede a spostare il denaro su appositi conti dotati di carte virtuali.
Nei casi in cui il contatto avviene via telefono è importante non utilizzare lo stesso apparecchio sul quale si è stati contattati – solitamente di rete fissa – per chiedere aiuto, perché la linea resta impegnata dal chiamante e, anche se si è convinti di aver chiuso la telefonata, in realtà si torna a interloquire di nuovo con il truffatore.
Ci sono poi truffatori che si presentano direttamente a casa come membri delle forze dell’ordine che stanno facendo indagini sulla falsificazione delle banconote, e chiedono di vedere il denaro contante custodito in casa per poi portarlo via, dopo aver distratto la vittima.
L’appello e il vademecum
In ogni caso in cui possano sorgere dubbi, ribadiscono i carabinieri, è necessario chiedere aiuto al 112. «Noi carabinieri dedichiamo particolare impegno all’attività di informazione alla cittadinanza per prevenire le truffe di cui vittime privilegiate sono persone anziane o fragili. I consigli su come riconoscere un tentativo di raggiro e difendersi vengono dati nel corso di incontri organizzati presso le sedi di enti locali o parrocchie e riscuotono sempre grande gradimento», è il messaggio lanciato dall’Arma.
Il vademecum: diffidare delle apparenze; non aprire mai la porta agli sconosciuti; ricordarsi che le forze dell’ordine non chiedono mai denaro per assistere i cittadini; limitare la confidenza al telefono: in caso di persone che si presentano come parenti e vi chiedono denaro, prendete tempo e chiamate il numero unico di emergenza 112 o un parente; ricordarsi che nessun ente o società manda i propri dipendenti in visita a domicilio per riscuotere pagamenti; tutte le aziende di servizi (gas, luce, acqua e telefono) annunciano sempre il loro arrivo con avvisi al condominio, comunicati molto tempo prima; non condividere telefonicamente i dati personali né quelli di accesso al conto corrente.
Source link




