Basilicata

Truffa dei trattori a Crotone, scoperti tre gruppi criminali dediti a false vendite on line: 31 indagati

La Procura di Crotone scopre la truffa dei trattori on line, 31 indagati per vendite fittizie e reinvestimenti in immobili e beni di lusso


CROTONE – Inseguendo il miraggio del “lavoro” on line che assicura soldi facili, in città sarebbero operativi tre gruppi criminali dediti a una serie impressionante truffe condotte su scala nazionale. Offrivano fintamente in vendita trattori, escavatori e bobcat su siti Internet, a volte predisposti ad hoc, e sulle piattaforme dei social. E poi reinvestivano i proventi in investimenti immobiliari, in conti gioco e nell’acquisto di orologi di lusso.  A parte gli organizzatori delle frodi, tra gli indagati figurano i cosiddetti money mules, prestanome reclutati per trasferire fondi illeciti mediante propri conti e talvolta ignari delle operazioni di riciclaggio. Sono 31 gli indagati nell’ambito di un’inchiesta condotta dai carabinieri e coordinata dal procuratore Domenico Guarascio e dal sostituto Matteo Staccini.  Per 9 di loro la Procura chiede la custodia cautelare in carcere. La gip Assunto Palumbo ha già disposto un sequestro preventivo di 350mila euro, di svariati conti, auto e Rolex ma anche di un appartamento e un magazzino a Spezzano della Sila.

LA GENESI

Tutto nasce da un controllo stradale fatto dai carabinieri di Cutro mentre si trovavano a Crotone, nella centralissima via Mazzini. I militari intercettano un’auto su cui viaggiano Armando Covelli, indagato chiave, e Davide Papandrea durante manovra non consentita. Visti i precedenti, i militari decidono di controllarli. La perquisizione ha esito negativo ma all’occhio dei carabinieri non sfugge il lancio dal finestrino dell’auto di un telefonino, poi recuperato da un passante e consegnato a un esercizio commerciale. Tornati sul posto, i carabinieri notano che i due cercano qualcosa tra le auto parcheggiate, ma non forniscono spiegazioni ritenute plausibili. I due negheranno anche di essere proprietari dei telefonini nonostante dalle immagini della videosorveglianza fosse palese la dinamica del lancio dei dispositivi.

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PRIMO GRUPPO

Dall’esame dei cellulari, poi svolto dai carabinieri della Compagnia di Crotone tramite un software forense, viene fuori tutto un mondo. Un mondo che la Procura racchiude in ben 140 capi d’imputazione. Tre gruppi criminali agirebbero in modo autonomo a Crotone compiendo una serie impressionante di truffe. Il primo sarebbe quello nato dalla collaborazione tra Armando Covelli e Luca Laino. Covelli si occupava delle trattative con le vittime, Laino del reclutamento di prestanome per le intestazioni fittizie.

Uno degli episodi contestati è emblematico di un modus operandi rodato. L’inserzionista, che si presentava come sedicente ginecologo, sosteneva di essere un genero del proprietario del mezzo meccanico in vendita. Alla vittima che chiedeva di visionare il mezzo, l’indagato prospettava che sarebbe stato difficile da raggiungere, perché si trovava nell’isola di Linosa. Ma l’avrebbe potuto spedire, previa corresponsione di somme di denaro.

SECONDO GRUPPO

Il secondo gruppo sarebbe guidato sempre da Armando  Covelli insieme a Luca Caporali, che si sarebbero avvalsi di vari money mules. Il primo sarebbe stato il gestore dei conti e della movimentazione delle somme. Il secondo avrebbe realizzato i siti fraudolenti. Dalle chat e dai riscontri bancari sarebbe emerso che dopo il raggiungimento degli accordi, l’inserzionista forniva alle vittime le coordinate per i pagamenti. I bonifici venivano eseguiti. Ma la merce non arrivava. Per questo i capi avevano sempre bisogno di conti “sicuri” e “puliti” che venivano svuotati dopo l’incasso.

TERZO GRUPPO

Il terzo gruppo sarebbe composto da Armando Covelli, Salvatore Lombardo e Daniele Pugliese. Alcuni dei money mules collaboravano con più gruppi. Secondo la Procura, le truffe in questo caso non erano episodi isolati. Lo schema era ripetuto nel tempo e prevedeva la costante collaborazione tra gli indagati che predisponevano siti Internet in grado di consentire l’accredito simultaneo di numerosi bonifici.

GLI INTERROGATORI

Gli interrogatori di garanzia, all’esito dei quali potrebbero scattare misure cautelari, sono fissati per il prossimo 25 marzo. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Roberto Coscia, Fabrizio Salviati, Ilda Spadafora, Aldo Truncè e altri. Ecco l’elenco.

  1. Davide Agrillo, di 51 anni, di Spezzano della Sila.
  2. Giuseppe Aiello (27), di Crotone.
  3. Luca Caporali (49), di Crotone.
  4. Giuseppe Cariano (48), di Roccabernarda.
  5. Pasquale Pio Cosco (26), di Crotone.
  6. Armando Covelli (46), di Crotone.
  7. Salvatore Covelli (25), di Crotone.
  8. Riccardo Cristarella (48), di Crotone.
  9. Debora D’Agostino (33), di Crotone.
  10. Alessandra De Santis (35), di Crotone.
  11. Emanuela Grisi (44), di San Mauro Marchesato.
  12. Carmelo Iembo (46), di Crotone.
  13. Luca Laino (42), di Crotone.
  14. Giustina Leto (40), di Crotone.
  15. Marco Liguori (40), di Scandale.
  16. Michele Liotti (34), di Crotone.
  17. Salvatore Lombardo (42), di Crotone.
  18. Manuela Macrì (54), di Crotone.
  19. Luigi Marino (38), di Crotone.
  20. Ermenegildo Andrea Misticoni (45), di Crotone.
  21. Francesco Porto (32), di Crotone.
  22. Daniele Pugliese (54), di Crotone.
  23. Francesco Pupa (56), di Crotone.
  24. Giancarlo Rago (46), di Cassano allo Jonio.
  25. Pierdomenico Rizzuto (43), di Crotone.
  26. Marcello Ruperti (59), di Crotone.
  27. Domenico Scolieri (48), di Crotone.
  28. Luca Screnci (23), di Crotone.
  29. Norman Sem (36), di Crotone.
  30. Antonio Simeri (32), di Crotone.
  31. Francesco Tallarico (46), di Isola Capo Rizzuto.

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