Politica

Troviamo qualcosa su di lui

Nella famiglia Trump, anche le storie d’amore possono diventare un affare politico. A riaprire il capitolo è Chris Christie, che racconta un retroscena poco romantico: quando Ivanka Trump decise di stare con Jared Kushner, suo padre Donald Trump non la prese esattamente come una questione privata. Secondo l’ex governatore, all’epoca procuratore federale, Trump gli avrebbe chiesto di trovare materiale compromettente su Kushner. Non per un’indagine ufficiale, ma per uso personale. L’obiettivo era chiaro e dichiarato: “Così posso farli lasciare”.

Un approccio diretto, quasi aziendale: se qualcosa non funziona, si cerca una leva per cambiarlo. Anche quando si tratta della relazione della propria figlia. Il punto, però, è che Kushner non arrivava da una famiglia qualunque. Il padre, Charles Kushner, era già stato al centro di uno dei casi più controversi seguiti dallo stesso Chris Christie quando era procuratore federale. La descrizione che ne dà è netta: “Uno dei crimini più ripugnanti e disgustosi” della sua carriera. Per intimidire il cognato, sospettato di collaborare con le autorità, Kushner fece sedurre l’uomo da una prostituta, fece riprendere l’incontro di nascosto e inviò poi il video alla sorella. Un episodio che racconta da solo il livello dello scontro familiare e che inevitabilmente pesava anche sulla percezione pubblica della famiglia.

Da bersaglio a uomo chiave

Eppure, nonostante tutto, il matrimonio si è fatto. Non solo: negli anni successivi Kushner è entrato nel cuore del potere trumpiano, fino a diventare consigliere alla Casa Bianca. Il resto è quasi ironico. L’uomo su cui si cercavano dossier diventa uno dei più influenti all’interno dell’amministrazione. E il padre, protagonista di uno scandalo giudiziario, finisce prima graziato e poi promosso.

Nel mezzo, resta un dettaglio che oggi suona come una nota a margine: Trump avrebbe preferito per la figlia un altro profilo, quello di Tom Brady. Più lineare, più prevedibile, forse più “gestibile”. Ma la storia è andata diversamente. E a leggere oggi questi retroscena, più che una saga familiare sembra un manuale su come, nel mondo Trump, anche i rapporti personali possano diventare strumenti di potere.


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