Troveremo un altro spazio in centro

Quel mosaico era stato concepito per Porta Adriana e tutta la città voleva tenerlo lì: non solo i ravennati (compresi i commercianti della zona che avevano avviato una raccolta firme), ma addirittura maggioranza e opposizione si erano dichiarati favorevoli al suo mantenimento all’interno del monumento, con la Giunta che aveva presentato un progetto. Ma il parere della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ravenna, alla fine, è stato comunque negativo. Il Pavimento di Nicola Montalbini dovrà quindi abbandonare la sua ‘casa’.
Nella giornata di ieri, lunedì, è arrivato al Comune il parere della Soprintendenza, che conteneva un doppio no per il mosaico pavimentale: disapprovato sia il progetto di permanenza dell’opera a Porta Adriana, sia la richiesta di proroga di 6 mesi per rendere fruibile il Pavimento anche in alta stagione. Quindi domenica 25 gennaio scadrà definitivamente il permesso temporaneo (nell’ambito della Biennale del mosaico contemporaneo) per l’occupazione del suolo pubblico all’interno della porta ravennate che collega via Cavour e via Maggiore.
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Ora però il Comune tenterà un piano B per lasciare l’opera esposta, anche se in un altro punto della città. “Per noi la priorità è trovare una soluzione per valorizzare e rendere fruibile il mosaico in via definitiva – spiega l’assessore a Politiche Culturali e Mosaico, Fabio Sbaraglia – Vogliamo trovare una soluzione in tempi brevi”. Nei prossimi giorni quindi il Comune presenterà una nuova proposta per l’esposizione pubblica dell’opera di Montalbini.
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Ma quale potrebbe essere la nuova casa del mosaico. Da quanto si apprende, per garantire la fruibilità a cittadini e turisti dell’opera, il Pavimento dovrà essere esposto in un contesto pubblico, perciò il Comune si starebbe muovendo per individuare uno spazio aperto in centro, magari in un’area sottoposta a vincolo, ma meno stringente di quanto fosse Porta Adriana. Insomma, l’interlocuzione tra Palazzo Merlato e la Soprintendenza continua, nella speranza di trovare una situazione adatta, dal punto di vista culturale e turistico, per la fruibilità dell’opera ‘punk’ amata dai ravennati.
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