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Trovato morto Dario Marini, scomparso da una settimana: il ritrovamento in Trentino

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Si è conclusa nel modo più drammatico la vicenda di Dario Marini, 39 anni, residente nel quartiere Chiesanuova di Padova e figlio dell’imprenditore Ermenegildo Marini, titolare di un’azienda attiva nel settore dei lavori stradali con sede a Rubano. L’uomo era scomparso domenica 15 febbraio ed è stato trovato morto una settimana dopo, nella mattinata di domenica 22 febbraio, nelle campagne del Trentino, non lontano dalla sua auto.

La ricostruzione dei fatti parte proprio dalla giornata del 15 febbraio, quando di Dario Marini si erano perse le tracce. Secondo gli elementi raccolti nelle ore successive alla scomparsa, il 39enne si sarebbe spostato inizialmente verso Bologna. Da lì avrebbe fatto rientro in Veneto, per poi dirigersi in Trentino. Gli spostamenti tra diverse regioni hanno reso particolarmente articolata l’attività di ricostruzione del percorso seguito dall’uomo nelle ore precedenti alla sua scomparsa.

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Non vedendolo rientrare e non riuscendo a mettersi in contatto con lui, i familiari avevano presentato denuncia alle autorità competenti già nelle prime ore successive alla scomparsa. L’allarme era stato diffuso rapidamente, coinvolgendo forze dell’ordine, volontari e cittadini. La famiglia aveva promosso appelli pubblici per chiedere la collaborazione di chiunque potesse fornire informazioni utili, mentre le ricerche si erano concentrate nelle aree in cui risultavano segnalati i suoi ultimi spostamenti.

Un primo elemento concreto era emerso con il ritrovamento della sua auto, una Fiat 500 L bianca, individuata alcuni giorni prima del rinvenimento del corpo. Il veicolo era parcheggiato davanti al cimitero di Sabbionara, frazione del comune di Avio, in via Pozza, in Trentino. Il ritrovamento dell’auto aveva indirizzato le ricerche nella zona circostante, dove si erano intensificate le operazioni di perlustrazione.

La mattina del 22 febbraio è arrivata la conferma che ha posto fine alle speranze di ritrovarlo in vita. Il corpo di Dario Marini è stato individuato nelle campagne non lontane dal punto in cui si trovava la vettura. Sul posto sono intervenuti i soccorritori e le forze dell’ordine per i rilievi del caso. Al momento del ritrovamento, le cause del decesso non risultavano ancora chiarite e sono in corso gli accertamenti necessari per stabilire con precisione cosa sia accaduto.

Nel corso della settimana di ricerche, la vicenda aveva suscitato ampia attenzione anche a livello istituzionale. L’appello della famiglia era stato rilanciato dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che aveva invitato chiunque avesse informazioni utili a rivolgersi alle autorità. L’intera comunità padovana aveva seguito con apprensione l’evolversi della situazione, nella speranza di un epilogo diverso.

Dario Marini lavorava nell’azienda di famiglia, realtà conosciuta nel territorio padovano per l’attività nel settore dei lavori stradali. Il padre, Ermenegildo Marini, è un imprenditore noto in ambito locale, e la notizia della morte del figlio ha rapidamente fatto il giro della città e dei comuni limitrofi. Messaggi di cordoglio e vicinanza sono arrivati da colleghi, conoscenti e rappresentanti delle istituzioni.

La scomparsa e il successivo ritrovamento del corpo hanno profondamente colpito il quartiere di Chiesanuova, dove la famiglia risiede. In quei giorni, la comunità si era stretta attorno ai familiari, condividendo gli appelli e partecipando attivamente alla diffusione delle informazioni utili alle ricerche. La conferma del decesso ha trasformato l’attesa in dolore, lasciando sgomenti quanti conoscevano Dario Marini e la sua famiglia.

Resta ora da chiarire con esattezza la dinamica degli ultimi momenti di vita del 39enne. Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire nel dettaglio gli spostamenti compiuti tra Veneto, Emilia-Romagna e Trentino e per accertare le cause della morte. Solo al termine degli accertamenti sarà possibile definire un quadro completo della vicenda che, nell’arco di una settimana, ha coinvolto territori diversi e tenuto con il fiato sospeso un’intera comunità.


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