trovati altri sacchi, uccisi almeno 15 cani. Chi ha compiuto questa strage?

LORETO – Non solo un macabro ritrovamento, ma un vero cimitero clandestino nascosto tra i rovi sopra il cavalcavia dell’A14. Dove sabato sera le ricerche si erano fermate con il recupero di tre cani morti, ieri mattina il bilancio ha assunto contorni ancora più inquietanti: almeno altri 12 sacchi di plastica pesante, abbandonati lungo la scarpata come rifiuti, hanno restituito resti animali di differenti taglie e in diversi stati di decomposizione.
Le modalità
Un quadro che non racconta un episodio isolato, già di per sé gravissimo, ma una pratica ripetuta nel tempo, con modalità sempre uguali e una freddezza, una serialità, che lasciano spazio a pochi dubbi. La vicenda riparte dal primo pomeriggio di sabato, quando una volontaria degli Amici Animali di Osimo, durante una passeggiata nella zona, ha individuato tra la vegetazione il corpo di un pastore maremmano con le zampe legate da nastro adesivo. L’animale sembrava decapitato, tanto che in un primo momento le ricerche si erano concentrate sulla testa, poi rinvenuta, con la rimozione del cadavere, coperta da una busta e nascosta nel canneto. Il cane, morto da circa tre giorni e privo di microchip, giaceva in una zona scoscesa e difficile da raggiungere, tra immondizia e sterpaglie.
Lo choc
Poco distante altre due carcasse, già in avanzato stato di decomposizione.
Le operazioni si erano fermate al calare del buio, attorno alle 21, quando l’area era diventata impraticabile. Ieri mattina i carabinieri forestali dell’Abbadia di Fiastra, titolari delle indagini, insieme al nucleo operativo di Civitanova Marche, al servizio sanità animale dell’Ast Macerata, alle guardie zoofile dell’Oipa e alla polizia locale di Porto Recanati sono tornati sul posto. E proprio durante la nuova perlustrazione sono affiorati altri sacchi, disseminati in due punti ravvicinati raggiungibili dal ponte autostradale, nei pressi degli stabilimenti ex Pignone. Dentro, nuovi resti presumibilmente di cani. Alcuni ridotti a un cumulo di ossa. Tutti gli animali erano avvolti in grandi confezioni di crocchette e terriccio per orti o giardini, come se qualcuno avesse seguito uno schema preciso per disfarsene. Un gesto freddo, reiterato, che lascia aperti molti interrogativi. Si indaga, questo è certo, per il reato di uccisione di animali.
E non si esclude nemmeno che dietro questa scia possa esserci una sola mano. La sezione investigazioni scientifiche dei carabinieri ha raccolto, sabato, diversi reperti. Tra la spazzatura è stata repertata anche una sacca contenente cartucce da fucile. Tutti elementi ora al vaglio degli inquirenti. Adesso la parola passa al servizio sanità animale dell’Ast Macerata e all’Istituto zooprofilattico di Tolentino, dove le spoglie saranno analizzate per cercare di stabilire età, razza e, dove possibile, le cause del decesso.
Da verificare anche se vi siano segni di altre sevizie, voce che circolava ieri tra i volontari di alcune associazioni animaliste. Saranno proprio questi accertamenti a restringere il campo dei possibili moventi e a chiarire quale realtà si nasconda davvero dietro la sequenza agghiacciante di morte e abbandoni. Intanto, tra i residenti della zona riaffiorano ricordi mai confermati ufficialmente. «Anni fa si parlava di un signore che uccideva vecchi cani da caccia per soldi – racconta un abitante – ci furono segnalazioni ma non emerse nulla».




