Marche

«Troppo poco, mio figlio condannato alla tomba»

PESARO Omicidio Panzieri, la corte d’assise del tribunale di Pesaro ha condannato Michael Alessandrini a 24 anni di carcere più 3 da scontare in una Rems, una struttura psichiatrica. La sentenza è stata letta ieri dopo oltre 4 ore di camera di consiglio. Il pubblico ministero ha rinunciato alle repliche e i giudici si sono subito ritirati in camera di consiglio. L’imputato è il 31enne Michael Alessandrini, reo confesso dell’omicidio del suo amico, il 27enne Pierpaolo Panzieri, ucciso con 23 coltellate il 20 febbraio 2023 nella sua abitazione di via Gavelli. Alessandrini era in aula e alla lettura del dispositivo aveva lo sguardo fisso verso la corte, le labbra tremavano così come la gamba.

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Il grido: «Galeotto»

Non ha detto nulla ed è uscito scortato dalla polizia penitenziaria. In aula c’erano i familiari e gli amici di Pierpaolo. Si sono sentite chiaramente due parole: «Auguri» rivolti ad Alessandrini e «Galeotto». La corte d’assise, presieduta da Lorena Mussoni con Andrea Piersantelli giudice a latere, ha emesso una sentenza in linea con quanto richiesto dal pubblico ministero Irene Lilliu. Sono state escluse le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi, mentre è stata riconosciuta quella della crudeltà. Poi la diminuente della semi infermità mentale dichiarata dai periti per l’imputato, la cui capacità di intendere e di volere risulta gravemente scemata.

A margine dell’udienza la mamma di Pierpaolo, Laura Gentilucci, ha commentato la sentenza in maniera composta, con gli occhi lucidi. «E’ il massimo della pena che poteva avere in questa circostanza. Il risultato è comunque che Pierpaolo stasera non tornerà a casa. Posso ritenermi soddisfatta che la giustizia ha riconosciuto quello che è stato fatto a mio figlio anche se da mamma avrei voluto sentire la parola ergastolo. La giustizia ha rispettato Pier e uno spietato assassino è in galera dove deve stare. Accettiamo i 24 anni, forse dove averne di più, ma accettiamo».

Nessuna aggravante

E ancora: «La premeditazione c’era, per questo non posso essere soddisfatta. Mio figlio non tornerà più, ma c’è anche un discorso più ampio perché crimini come questo in Italia sono all’ordine del giorno e la giustizia dovrebbe avere un pugno più duro. Togliere le aggravanti che ci sono non è giusto. Cosa sono 24 anni? Mio figlio è stato condannato alla tomba, aveva solo 27 anni. Sono soddisfatta perché i difensori di Alessandrini hanno chiesto un’assoluzione piena: un insulto a mio figlio, alla giustizia e a me che sono la madre. Ha preso il minimo che doveva prendere, un assassino è stato affidato alla giustizia».

La corte ha condannato Alessandrini all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e alla misura di sicurezza in una Rems per 3 anni. Un orizzonte temporale dettato dalla pericolosità sociale di Michael, messa nero su bianco dai periti. Se questa dovesse essere rinnovata, il periodo potrebbe anche allungarsi. La corte ha anche riconosciuto una provvisionale immediatamente esecutiva come risarcimento per i familiari: 150 mila euro per mamma Laura e papà Pietro, 80 mila euro per il fratello Gianmarco e 30 mila euro per la nonna. Le motivazioni verranno depositate in 90 giorni. I legali dell’imputato promettono appello. Michael ha detto di aver ucciso l’amico da cui era andato a cena perché era in «missione per conto di Dio», per salvare Julia dal «corrotto».

Le 23 coltellate

Secondo Alessandrini, Pierpaolo avrebbe sfruttato sessualmente una ragazza fragile. Fissazioni della sua mente e della sua ossessione secondo il pubblico ministero che ha parlato di «omicidio efferato» e ripreso le parole dei periti parlando di «caratteri schizotipici». Riconosciuta l’aggravante della crudeltà: sono state 23 le coltellate oltre a un morso al naso e uno a un mignolo della mano. «L’ho ripagato con la stessa moneta» aveva detto l’imputato. Alessandrini era scappato in auto e poi in treno prima di essere arrestato in Romania ed estradato in Italia.




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