Triste che parli di manina e non di mafia
“Se c’è stata una manina che dice “tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna sul referendum”, gli italiani valuteranno. Sono cose che a volte accadono, l’ho messo in conto”. Nella registrazione dell’intervista con Enrico Mentana al TgLa7, Giorgia Meloni evoca complotti sul caso che sta travolgendo il sottosegretario alla Giustizia del suo partito, Andrea Delmastro, scoperto in affari con la famiglia del prestanome del clan Senese, Mauro Caroccia, in carcere per reati di mafia. La premier non chiarisce di quale “manina” stia parlando, ma ammette che il sottosegretario è stato “leggero” nell’entrare in società con la figlia di Caroccia per gestire un ristorante sulla Tuscolana a Roma: “Ma da qui a dire che è connivente…”, aggiunge. E assicura: “Ovviamente parlerò con Delmastro, con il quale non sono riuscita a parlare. Io guardo i fatti che conosciamo ora e che io conosco dalla stampa, non so da chi li conosca la stampa”.
Meloni ripete la versione fornita già nelle ore precedenti: “Il fatto di Delmastro dice che c’è un sottosegretario di Stato che acquista le quote di un ristorante con dei soci incensurati e che quando scopre che non uno dei soci, ma il padre di uno dei soci, ha problemi con la giustizia, vende quelle quote. Attenzione, non vende quelle quote quando la notizia esce sul giornale, vende le quote quando lo scopre. Se la questione fosse più ampia e ci fossero altri problemi, la magistratura farà il suo corso”. In realtà, come vi abbiamo raccontato sul Fatto, Delmastro è uscito dalla società quando Mauro Caroccia, padre della sua socia Miriam, è stato condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni con aggravante mafiosa. E ci sono tutti gli elementi per dire che il sottosegretario conoscesse Caroccia senior: in una foto del 2023 i due compaiono abbracciati, mentre in un’altra immagine, risalente all’anno scorso, Delmastro compre al tavolo del ristorante di cui era socio, allora gestito proprio da Mauro Caroccia, già condannato in Appello. Al tavolo anche Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia.
Alle parole di Meloni ribatte subito Luca Pirondini, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato: “È inaccettabile che una Presidente del Consiglio veda “manine” dove ci sono fatti sostanziali e certificati di incontri tra un sottosegretario alla Giustizia e personaggi legati alla mafia. Le sue parole sono indegne e dimostrano una volta di più un’idea distorta della giustizia. Per Meloni evidentemente coprire i suoi sottoposti è più importante che tenere la mafia lontana dalle istituzioni”. Sulla stessa linea il capo dei deputati M5s Riccardo Ricciardi: “È davvero triste che Meloni ipotizzi “manine” sulla vicenda di Delmastro e non dica invece nulla sulla gravità di avere un sottosegretario alla Giustizia che cena con persone legate alla mafia. Meloni sta mostrando il suo volto peggiore, quello di chi ha sacrificato ogni valore e principio per mantenere il potere. Per noi con la mafia non si parla, figuriamoci sedervisi a tavola”.
Anche Elly Schlein, a sua volta ospite di Mentana, accusa: “Ieri Giorgia Meloni avrebbe dovuto pretendere le dimissioni di Delmastro e invece, rivolgendosi a me, ha detto: “Io l’ho appreso dai giornali” e ha aggiunto: “Questo dovrebbe farci riflettere su un certo modo di fare giornalismo”. Io credo che questo debba far riflettere piuttosto sul suo modo di scegliere i sottosegretari alla giustizia”, affonda la segretaria Pd.
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