Trieste secondo Tatge, dove il colore nasce dall’imprevisto VIDEO-INTERVISTA
26 maggio 2026 – ore 18:30 – Oltre sessanta opere di grande formato per raccontare il passaggio dal bianco e nero al colore come esperienza interiore, affidata al dialogo tra paesaggio urbano, natura e casualità. È visitabile fino al 12 luglio nella Sala Nathan del Magazzino 26 di Trieste la mostra “Il colore del caso” del fotografo George Tatge, inaugurata il 22 maggio scorso a ingresso libero. L’esposizione, curata da Carlo Sisi e promossa dall’Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste, è organizzata dalla casa editrice Magonza. Alla presentazione erano intervenuti l’assessore comunale alla Cultura Trieste secondo Tatge, dove il colore nasce dall’imprevisto, l’autore George Tatge e la project manager Lucia Orsi. La mostra segna una svolta nella ricerca artistica di Tatge, fotografo noto per il suo lavoro in bianco e nero, che negli ultimi anni ha scelto di esplorare il linguaggio del colore attraverso immagini realizzate in diverse città italiane, tra cui Trieste. “Il caso è uno degli aspetti più originali e unici della fotografia”, ha spiegato l’artista, raccontando il proprio metodo di lavoro fondato sull’osservazione e sull’incontro inatteso con luoghi, oggetti e geometrie urbane.
Il percorso espositivo è articolato in sei sezioni tematiche – da “Recinti” a “Vegetazione”, fino a “Metaspazi” – e propone una riflessione sul rapporto tra uomo, natura e architettura, mantenendo al centro la dimensione poetica dello sguardo fotografico. Particolarmente significativo il legame con Trieste, città nella quale Tatge ha realizzato alcune delle sue prime fotografie a colori. Tra i soggetti evocati dall’artista figurano via Maestri del Lavoro e le finestre del Museo Revoltella progettate da Carlo Scarpa, considerate esempi di una “metafisicità” urbana capace di suggerire nuove visioni. Ad accompagnare la mostra anche la proiezione del documentario “Light & Color” di David Battistella, dedicato al processo creativo del fotografo e al lavoro con il banco ottico Deardorff. “Trieste è stata anche il primo luogo che ho fotografato nel 1988”, ha ricordato Tatge, sottolineando il rapporto costruito nel tempo con la città, che nel 2010 gli ha conferito il Premio Friuli Venezia Giulia per la Fotografia.
Articolo di Francesco Viviani




