Friuli Venezia Giulia

Trieste prega per la pace: il vescovo Trevisi ricorda padre Al-Rahi e indice una giornata di digiuno

10.03.2026 – 18.00 – Una giornata di preghiera e digiuno per la pace in Medio Oriente e in tutti i Paesi segnati dalla guerra. È l’iniziativa promossa per venerdì 13 marzo dalla Diocesi di Trieste, su invito della Chiesa italiana, con un appello rivolto alle comunità cristiane, alle famiglie e ai luoghi di vita quotidiana affinché diventino “fermento di pace”. Nel messaggio diffuso alla diocesi, il vescovo di Trieste Enrico Trevisi richiama anzitutto la vicenda di padre Pierre Al-Rahi, parroco cinquantenne della chiesa di San Giorgio a Qlayaa, nel sud del Libano, ucciso nei giorni scorsi durante un attacco dell’esercito israeliano. Il sacerdote, ricorda Trevisi, è stato colpito mentre prestava soccorso dopo che un carro armato Merkava aveva sparato contro un’abitazione e poi sui soccorritori intervenuti. “Dio conosce il suo nome e ora lo ricompensi nella pienezza della vita”, scrive il vescovo, sottolineando come la morte del sacerdote interroghi le coscienze davanti alla violenza della guerra. “Combattere in questo modo è insensato. Occorre fermarsi: non si può, in nome di un mandato elettorale, sentirsi autorizzati a uccidere gli innocenti. Dio ne chiederà conto”. Trevisi ricorda anche le parole pronunciate dallo stesso padre Al-Rahi poco prima di morire, in un’intervista all’emittente libanese Télé Lumière: “In mezzo ai bombardamenti con ogni sorta di armi, le armi in nostro possesso rimangono la fede, il desiderio di pace e la speranza nella risurrezione dopo l’attuale passione”.

Nel messaggio si sottolinea come il parroco avesse scelto di restare accanto alla popolazione del villaggio, nonostante gli ordini di evacuazione dell’esercito israeliano. “Abbiamo deciso di restare qui nonostante il pericolo perché queste sono le nostre case”, aveva affermato in un video diffuso ai media locali, aggiungendo che le uniche armi della comunità erano “la pace, la bontà e l’amore”. Il vescovo richiama poi il dramma delle vittime civili nei conflitti contemporanei, citando anche la notizia della morte di 168 bambini nel bombardamento di una scuola in Iran, episodio che secondo alcune ricostruzioni sarebbe stato causato da un errore di sistemi di intelligenza artificiale nell’individuazione dell’obiettivo. “Che umanità stiamo costruendo? In quale baratro stiamo cadendo?”, si chiede Trevisi nel suo intervento. Nel comunicato viene riportato anche il messaggio del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, che invita a pregare per il sacerdote ucciso e per tutti i cristiani rimasti nella regione. Il suo martirio, afferma Zuppi, è “seme di amore e riconciliazione in un tempo di odio e divisione”. La guerra, prosegue il testo citando il cardinale, “non è la risposta e non è mai la soluzione, è una sconfitta per tutti”. Da qui il richiamo alle parole di Papa Leone XIV, che ha chiesto che “cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi e si apra uno spazio di dialogo nel quale si possa sentire la voce dei popoli”. Per questo la diocesi invita parrocchie, famiglie, scuole e luoghi di lavoro ad aderire alla giornata del 13 marzo con momenti di preghiera e digiuno. L’appello del vescovo è a diventare “coraggiosi testimoni di una preghiera incessante che sale a Dio e che vuole arrivare al cuore di ogni uomo e donna di buona volontà”.

[f.v.]




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