Trieste la più ricca in Regione, 12esima in Italia per la crescita del reddito
27.03.2026 – 10.30 – Trieste è la provincia più ricca della Regione, col più alto tasso di crescita dei redditi: il dato, presente nell’ultimo rapporto di Unioncamere e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, non sorprende a fronte della forte presenza di enti scientifici e assicurativi, senza dimenticare il porto. E tuttavia Trieste è anche tra le città più costose del FVG, in termini di affitti, alimenti, utenze, carburante e tanti altri fattori. I due numeri spesso si accompagnano in questo genere di ricerche e il capoluogo regionale non fa eccezione.
A livello nazionale nel 2024 il reddito pro-capite medio in Italia segna una crescita del 3,03% e passa da 22.475 a 23.155 euro, mentre la regione Friuli-Venezia Giulia registra un incremento del 2,93%. Il capoluogo giuliano raggiunge invece un reddito pro-capite di 26.383 euro, in aumento di 830 euro rispetto ai 25.553 del 2023, con una crescita del 3,28% che supera la media nazionale e mantiene la 12ª posizione assoluta in Italia. Inoltre il Friuli-Venezia Giulia, pur mostrando una crescita inferiore rispetto alla media nazionale (e al Sud del Paese, dove la crescita tocca il 3,38%), si attesta su un reddito medio di 24.782 euro, superiore di oltre 1.600 euro rispetto al dato italiano, e in tutte le province della regione l’aumento dei redditi nel 2024 supera l’inflazione, assicurando alle famiglie un recupero del potere d’acquisto nell’ultimo anno.
Rimane l’incertezza legata a un’analisi ormai, sotto molti aspetti, ‘vecchia‘; i dati sono infatti del 2024, due anni fa. La situazione geopolitica mondiale è da allora cambiata drammaticamente e, come provano le ultime, improvvise, fiammate dei costi dell’energia, con conseguenze anche sul ‘locale’ e sul portafoglio.
Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, ha commentato a proposito dell’analisi che “Le città metropolitane e i centri direzionali si confermano hub di potenzialità in grado di offrire retribuzioni medie più elevate, permettendo così di contrastare meglio il costo della vita rispetto alla provincia profonda”.
[z.s.]



