Trentino, 164 i nuovi cacciatori: “Ruolo di osservazione e tutela del territorio” – CRONACA
Il ruolo dei cacciatori nella tutela del territorio, nella gestione della fauna e nella salvaguardia di una tradizione radicata nelle comunità trentine è stato al centro dell’intervento dell’assessore provinciale alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni, oggi, 11 aprile, all’Assemblea dei rettori delle riserve del Trentino, riunita al Centro Congressi Interbrennero di Trento.
“Oggi voglio portare un messaggio positivo e un ringraziamento a tutti i rettori delle riserve trentine – ha affermato Failoni, estendendo ai presenti il saluto dell’intera Giunta provinciale -. La Provincia c’è ed è al vostro fianco, perché oltre al ruolo di osservazione e tutela del territorio, il mondo della caccia rappresenta anche un presidio sociale e una componente importante della nostra tradizione”.
L’assessore ha quindi sottolineato il valore del dialogo costante con l’Associazione Cacciatori Trentini, che ha portato, tra le altre cose, al riconoscimento della possibilità di organizzare direttamente i percorsi formativi per la figura dell’esperto accompagnatore: “Un passaggio significativo, che rafforza competenze e responsabilità all’interno del sistema”.
Failoni ha quindi evidenziato i segnali di rinnovamento del comparto: “Lo scorso marzo sono stati abilitati 164 nuovi cacciatori, di cui 24 donne, un dato importante per garantire continuità e futuro a questo sistema”. L’assessore ha inoltre richiamato l’esigenza di rafforzare la conoscenza e la consapevolezza del mondo venatorio anche all’esterno, dove la caccia è talvolta ancora percepita in modo distorto: “Un aspetto sul quale è necessario continuare a lavorare per valorizzare il contributo concreto dei cacciatori nella tutela dell’ambiente e nella gestione della fauna, anche attraverso strumenti come la nuova sede, che potrà rappresentare un luogo di racconto e apertura verso la comunità”.
Nel ricordare l’importante apporto della categoria nella gestione del cormorano, Failoni ha quindi aperto alla possibilità di individuare forme incentivanti per premiare le molte ore di volontariato svolte sul territorio, “un lavoro – è stato sottolineato – di cui beneficia l’intera comunità”.




