Lazio

Trent’anni di attesa, ora la svolta: il Campidoglio ridisegna Bastogi

Per decenni Bastogi è rimasta sospesa in una dimensione paradossale: un quartiere nato per essere temporaneo e finito per diventare permanente.

Sei palazzine costruite negli anni dell’emergenza abitativa, pensate come soluzione provvisoria, si sono trasformate nel tempo in un piccolo mondo a parte, isolato dal resto della città.

Un luogo diventato simbolo di marginalità urbana, raccontato dal cinema e spesso evocato nelle cronache sul disagio delle periferie romane.

Ora, però, per Bastogi potrebbe aprirsi una nuova stagione. Dal Mipim di Cannes, il principale appuntamento internazionale dedicato allo sviluppo immobiliare, il Campidoglio ha presentato un master plan da circa 50 milioni di euro che punta a cambiare radicalmente il volto del quartiere.

Un progetto che ripensa il quartiere

Il piano, illustrato dagli assessori capitolini Maurizio Veloccia (Urbanistica) e Tobia Zevi (Patrimonio), non si limita a interventi superficiali.

L’idea è quella di intervenire in profondità sulla struttura stessa del quartiere, affrontando criticità accumulate nel corso degli anni.

La prima fase riguarderà la riqualificazione di due palazzine, con lavori che dovrebbero partire entro la fine dell’anno.

L’investimento previsto è di circa 15 milioni di euro, e il progetto sarà sviluppato anche con il contributo scientifico delle università romane La Sapienza e Roma Tre, chiamate a collaborare allo studio delle soluzioni architettoniche e urbanistiche.

Ma non tutti gli edifici potranno essere recuperati. Per le strutture più degradate è stata scelta una strada più radicale: demolizione e ricostruzione.

Tre palazzine saranno abbattute e ripensate completamente, con un investimento stimato in 30 milioni di euro.

L’obiettivo non è soltanto migliorare la qualità delle abitazioni, ma anche ridisegnare la disposizione degli edifici per rompere l’effetto di chiusura che negli anni ha contribuito a isolare Bastogi dal resto della città.

Il parco nella Valle dei Fontanili

Accanto agli interventi edilizi, il progetto punta a valorizzare uno degli elementi più preziosi dell’area: il verde.

Alle spalle del quartiere si estende la Valle dei Fontanili, un’area naturale oggi in gran parte inutilizzata e chiusa al pubblico.

In passato proprio lì si era immaginata la realizzazione della Città dello Sport voluta dall’allora presidente della Roma Franco Sensi, un progetto che non vide mai la luce. Oggi quel sogno lascia spazio a un nuovo modello di sviluppo urbano.

Grazie a un accordo con un fondo immobiliare privato, nella zona sorgeranno circa 500 nuovi appartamenti destinati al mercato libero e oltre 150 alloggi di housing sociale.

In cambio delle nuove volumetrie, il privato finanzierà la creazione di un grande parco pubblico, con percorsi ciclabili e pedonali pensati per collegare l’area con il resto del quadrante e con il futuro prolungamento della metro A.

La sfida della dignità quotidiana

Per chi vive a Bastogi, però, la trasformazione non riguarda soltanto urbanistica e architettura.

Significa soprattutto migliorare la qualità della vita in un quartiere dove ancora oggi molte famiglie affrontano difficoltà quotidiane: riscaldamenti affidati alle bombole del gas, ascensori che restano fermi per mesi, infiltrazioni e cantine che si allagano a ogni forte pioggia.

Per questo il piano viene percepito come una possibile svolta dopo anni di attese. «Dopo aver affrontato realtà complesse come Tor Bella Monaca e Corviale, ora vogliamo intervenire anche su Bastogi», ha spiegato Veloccia, sottolineando l’intenzione di chiudere il master plan entro la fine della consiliatura.

L’obiettivo dichiarato è avviare un processo di trasformazione irreversibile.

Dopo trent’anni di “temporaneità”, Bastogi potrebbe finalmente smettere di essere un quartiere sospeso e diventare, a tutti gli effetti, una parte viva della città.

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