trenta alberi contro il cemento nei quartieri popolari
La periferia nord-ovest di Roma torna a far sentire la propria voce. Nella giornata di oggi, domenica 1° febbraio 2026, decine di cittadini si sono ritrovati in via Fratel Giuseppe Lazzaro con pale e piantine per trasformare un’area contesa in un piccolo bosco urbano.
La protesta contro il “modello padel” e il consumo di suolo
L’iniziativa non è solo simbolica ma profondamente politica. Gli attivisti di Aurelio in Comune, CORE, Fridays For Future Roma, Nonna Roma e Polo Civico Ritagli denunciano un paradosso:
Privatizzazione degli spazi: Nel mirino c’è la possibile concessione di aree pubbliche adiacenti al complesso Bastogi per la realizzazione di strutture private (come campi di padel), che sottrarrebbero verde accessibile a una comunità già duramente colpita dal disagio abitativo.
Emergenza Climatica: Gli alberi sono stati piantati per creare zone d’ombra naturali e migliorare la qualità dell’aria in un quartiere densamente cementificato.
Diritto alla Città: Le associazioni chiedono che il Comune di Roma fermi i progetti in corso e avvii un confronto pubblico per decidere insieme ai residenti il destino dell’area.
Le dichiarazioni degli attivisti
«Piantare questi alberi significa affermare il diritto dei quartieri popolari a vivere in un ambiente sano. Non accettiamo un modello di sviluppo che vede le periferie come terra di conquista per operazioni immobiliari mentre mancano servizi e manutenzione degli immobili esistenti».
La sfida al Campidoglio
Recentemente l’Assemblea Capitolina ha approvato una mozione per trasformare Bastogi da CAAT (Centro di Assistenza Alloggiativa Temporanea) a ERP (Edilizia Residenziale Pubblica).
Tuttavia, gli attivisti temono che, mentre si discute della regolarizzazione degli appartamenti, il suolo pubblico circostante venga “svenduto”.
Con i 30 alberi messi a dimora oggi, la comunità lancia una sfida diretta alla Giunta Gualtieri: la rigenerazione di Bastogi deve partire dalla tutela del suo patrimonio verde.
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