Marche

tremano i 25 lavoratori dell’azienda che opera per Api

FALCONARA Il tribunale di Ancona ha aperto la liquidazione giudiziale della Clea, Cooperativa Lavoratori Edili e Affini, azienda che operava nel settore dell’edilizia industriale e civile con un organico di 25 dipendenti. A pronunciare la sentenza, i magistrati Roberto Sereni Lucarelli, Giuliana Filippello, Maria Letizia Mantovani. La Clea era un’azienda importante del territorio soprattutto perché lavorava per la raffineria Api. Aveva una sede di 800 mq in via della Tecnica a Falconara e una sede operativa collocata all’interno della raffineria Api che comprendeva uffici tecnici e magazzino. Il 13 giugno 2025 un vasto incendio si sviluppò in via della Tecnica, nel magazzino dell’azienda che andò distrutto.

Le motivazioni

Nella sentenza del tribunale è specificato che l’attività della società, sciolta nel 2025, consisteva in lavorazioni, per conto della raffineria Api di Falconara, e di enti pubblici e soggetti privati, per la costruzione di opere in cemento armato, ristrutturazione di stabili, unità immobiliari, realizzazione e manutenzione di acquedotti, cavidotti, fognature, metanodotti, opere di finitura, nonché nella realizzazione e manutenzione dell’arredo urbano, impianti sportivi, effettuazione di lavorazioni di pronto intervento per la Protezione Civile e per adeguamenti sismici.

Le cause del dissesto sono da ricercare nel fatto che la società ha risentito della crisi del settore edile e nel 2020, a seguito dell’emergenza Covid, ha registrato un bilancio in perdita per euro 222.630. «Dopo una consistente ripresa economica nel 2021, nel 2022, la Raffineria Api ha deciso di rinnovare i fornitori di servizi – si legge nel dispositivo – con conseguente revoca dei contratti alla Clea e il bilancio 2022 si è chiuso con una perdita di 96.876 euro e nel 2023 di 194.648 euro.

Nel 2024, la situazione si è ulteriormente aggravata, con una perdita di esercizio di 243.676 euro, dovuta ad una riduzione del fatturato e ad una consistente e costante incidenza dei costi del personale (75% del valore della produzione) e nell’ottobre 2025 i soci hanno deliberato lo scioglimento anticipato della Cooperativa. L’azienda ha anche contratto debiti verso Inps per 40.324 euro. Il tribunale ha nominato giudice delegato per la procedura di liquidazione giudiziale la dottoressa Maria Letizia Mantovani e curatore l’avvocato Serenella Bachiocco. Il 16 giugno 2026 si svolgerà l’udienza in cui si procederà all’esame dello stato passivo della società.




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