Tredicesime, più spese e meno consumi. L’appello di Confesercenti: “Misure per ridare potere d’acquisto” – Cronaca
BOLZANO. La tredicesima si conferma anche quest’anno una leva importante per i consumi natalizi, ma restituisce l’immagine di famiglie sempre più prudenti. Secondo l’indagine nazionale Confesercenti-Ipsos, nel mese di dicembre l’iniezione complessiva di liquidità raggiungerà i 52,5 miliardi di euro, in aumento rispetto al 2024, coinvolgendo circa 36 milioni tra lavoratori dipendenti e pensionati.
Accanto alla spesa per i regali, indicata come prioritaria da un italiano su due, cresce però la quota di chi utilizza la mensilità aggiuntiva per risparmio o per far fronte a spese obbligate, come bollette, rate, sanità e gestione della casa. Un quadro che segnala un Natale ancora centrale per il commercio, ma segnato da maggiore attenzione ai bilanci familiari.
In Alto Adige la dinamica appare in linea con il dato nazionale.
«Anche sul nostro territorio la tredicesima resta un passaggio decisivo per molte attività di vicinato, soprattutto nei settori dei regali, dell’abbigliamento e dei servizi alla persona», osserva Elena Bonaldi, presidente di Confesercenti Alto Adige. Allo stesso tempo, sottolinea, si registra una clientela più selettiva, che pianifica con cura le spese e tende a concentrare gli acquisti, privilegiando qualità, utilità e rapporto di fiducia con i negozi di prossimità.
Dall’indagine emerge infatti una crescita della quota di famiglie che destinano la tredicesima al risparmio o a spese non rinviabili. Un comportamento che riflette anni di pressione sui redditi reali e l’aumento generalizzato del costo della vita. In questo contesto il commercio di prossimità continua a svolgere un ruolo economico e sociale, intercettando la domanda reale e adattando l’offerta alle nuove esigenze dei consumatori.
«Per sostenere davvero i consumi servono interventi strutturali che restituiscano potere d’acquisto», conclude Bonaldi. Tra le priorità indicate figurano una riduzione del carico fiscale e politiche capaci di valorizzare il lavoro e la contrattazione di qualità. Solo in questo modo la tredicesima potrà tornare a essere non solo una boccata d’ossigeno per le famiglie, ma anche un moltiplicatore di fiducia per l’economia locale.




