Tredicesime più ricche per gli italiani: 50 miliardi per i consumi. Stabile la spesa per i regali
MILANO – Tredicesime più ricche in arrivo per gli italiani. E’ quanto mette in evidenza l’Ufficio Studi di Confcommercio, secondo cui l’ammontare complessivo netto del reddito aggiuntivo in arrivo a fine anno ammonta quest’anno a 57,4 miliardi di euro, in crescita rispetto allo scorso anno. L’analisi sottrae poi al dato le spese “obbligate” legate al saldo Ici-Imu-Tasi e tasse di proprietà dell’auto, portando le risorse a 48 miliardi. Considerata poi la maggiore spesa messa a disposizione dai lavoratori indipendenti, che non beneficiano della tredicesima, la quota complessiva destinata ai consumi per le festività è stimata in 49,9 miliardi di euro, che si traduce in una spesa media per famiglia nel mese di dicembre di 1964 euro. Risorse destinate non solo ai regali ma anche ad altri consumi quotidiani come alimentari, abbigliamento e tempo libero. Un dato, quello familiare, in crescita del 2,8% rispetto al 2024, del 6,9% rispetto al 2019 e del 12,3% rispetto al 2008.

Stabile invece la spesa per i regali di Natale. La spesa media stimata dall’indagine di Confcommercio, realizzata in collaborazione con Format research, è di 211 euro pro capite, poco sopra i 210 euro dello scorso anno nonostante una maggiore disponibilità delle famiglie. Questo, anche perché – rileva la nota “gli italiani hanno aumentato negli ultimi dieci mesi del 2025 alcune voci di consumo, dedicandosi un po’ di più al tempo libero e servizi ricreativi, come musei, cinema e teatri, (+17%) e al benessere personale (+4%), ma anche regalandosi un nuovo elettrodomestico (+10,5%) o mangiando più spesso al ristorante (+0,8%)”. Il bilancio complessivo dell’anno è comunque molto positivo. Complessivamente si spenderanno 10,1 miliardi di euro, il dato più alto dal 2020 ad oggi.?

Sangalli: “Natale in crescita, ora consolidare la ripresa”
“I buoni fondamentali della nostra economia e il risveglio dei consumi autorizzano un cauto ottimismo per le spese di Natale”, commenta il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, commentando l’analisi dell’Ufficio Studi della Confederazione sui consumi di dicembre. “Per consolidare questa tendenza servono segnali concreti – afferma Sangalli – Chiediamo, quindi, al Governo la detassazione degli aumenti contrattuali, anche per i contratti maggiormente rappresentativi che coinvolgono oltre cinque milioni di lavoratori del terziario e del turismo”.
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