Tre persone arrestate per l’aggressione a Riccardo Zappone, morto poco dopo in questura

Avrebbero picchiato selvaggiamente Riccardo Zappone, il 30enne morto lo scorso 3 giugno per un malore nella questura di Pescara dopo l’arresto. Per questo, tre uomini di 61, 55 e 37 anni sono finiti ai domiciliari, con l’accusa di lesioni gravi.
Come ricostruisce Il Pescara, è stato accertato che quel giorno di 7 mesi fa, il giovane, che viveva a San Giovanni Teatino, aveva assunto un’ingente quantità di stupefacente. Poco dopo, era stato vittima di un violento pestaggio da parte dei tre uomini ora finiti agli arresti domiciliari in strada comunale Piana.
Le immagini catturate da diversi impianti di videosorveglianza pubblici e privati hanno immortalato un pestaggio con tanto di bastone, brandito da uno dei tre indagati, al centro della strada, di fronte a passanti e automobilisti.
Portato in questura, Zappone si era sentito male ed era morto nonostante i tempestivi soccorsi. Dagli accertamenti dell’autorità giudiziaria è emerso che la causa del decesso sarebbe stata un’intossicazione acuta da cocaina.
Intanto, nel corso delle indagini è stato possibile ricostruire cosa è accaduto il pomeriggio del 3 giugno 2025 e la procura di Pescara ha presentato richiesta di misura cautelare di custodia nei confronti dei tre uomini per il reato di omicidio preterintenzionale o, alternativamente, per quello di lesioni personali gravi. La richiesta è stata rigettata dal Gip. Avverso il rigetto il pm titolare dell’indagine ha proposto appello dal tribunale del riesame dell’Aquila.
Il tribunale dell’Aquila ha riconosciuto la validità delle argomentazioni della Procura pescarese, quanto al reato di lesioni gravi e ha disposto per tutti gli indagati la misura degli arresti domiciliari.
L’esecutività del provvedimento è rimasta, tuttavia, sospesa in pendenza del giudizio della Corte di Cassazione, avendo gli indagati proposto ricorso contro la decisione del tribunale del Riesame.
II 19 gennaio scorso, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso e, nel pomeriggio di martedì 20 gennaio, è stata data esecuzione all’ordinanza del tribunale dell’Aquila, divenuta esecutiva.
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