tre maxi multe annullate a un 14enne di Senigallia
SENIGALLIA Annullati dal giudice di pace tre verbali contestati alla madre di un 14enne, multato dalla polizia locale lungo la Statale di Cesano lo scorso anno. Ieri è stato emesso il dispositivo in attesa delle motivazioni. L’avvocato Rosita Barucca, per la difesa, ha contestato la mancata omologazione del telelaser facendo riferimento a una ordinanza della Cassazione dello scorso anno.
Il fatto
Il minore era stato fermato a bordo del suo ciclomotore Malaguti dopo un controllo con il telelaser perché circolava alla velocità di 61 km/h, superando di oltre 10 chilometri il limite consentito che era di 50 in quel tratto.
Questo il primo verbale, a cui se n’era aggiunto un secondo perché il mezzo, secondo la pattuglia, non corrispondeva alle caratteristiche tecniche e costruttive, quindi sarebbe stato “truccato” come si dice in gergo. Infine, la terza multa per guida senza patente perché, trattandosi per caratteristiche di un motociclo e non di un ciclomotore, per guidarlo serviva la patente che il conducente, avendo 14 anni, ovviamente non poteva avere.
I tre verbali erano stati notificati il giorno stesso, il 10 aprile 2024, alla madre nel frattempo chiamata dagli agenti, poiché il figlio è minorenne. Il totale della somma da pagare ammontava a 5.694 euro oltre alla sanzione accessoria per il fermo amministrativo di 60 giorni del mezzo e delle spese di custodia. La madre ha presentato ricorso al giudice di pace, affidandosi all’avvocato Rosita Barucca, e ieri è arrivata la sentenza. I tre verbali sono stati annullati. La difesa ha contestato l’omessa omologazione del dispositivo utilizzato per effettuare l’accertamento. Si tratta di un Trucam Kd che non era stato omologato dal Ministero dello Sviluppo economico ma solo approvato dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.
Un’ordinanza della Cassazione ricorda che omologazione e approvazione sono due aspetti distinti. Mancava, insomma, l’omologazione. Inoltre, la telecamera incorporata nel telelaser aveva ripreso nell’unica fotografia consegnata alla madre del minore altri veicoli transitare contemporaneamente, non troppo distanti. Non c’era certezza, per la difesa, che il limite l’avesse superato proprio il motorino. «Una sentenza molto importante – commenta Giovanni Strologo, presidente del Comitato a difesa del Codice della strada -, intanto perché come in tutte le cose ci vuole buon senso: oltre 7000 euro da pagare per una famiglia sarebbero state davvero un problema. Il ragazzo, inoltre, è rimasto scioccato dall’accaduto, stava andando a giocare a calcio ma non se l’è più sentita. E’ importante rispettare le disposizioni previste dalla normativa sui controlli che, in questo caso, come dimostrato dall’avvocato Rosita Barucca, sono state carenti».