Liguria

“Tre esperienze di circolarità”, i risultati del progetto che ha coinvolto gli studenti genovesi


Genova. Questa mattina, nell’Aula San Salvatore di Piazza Sarzano, si è concluso un percorso che ha trasformato banchi scolastici e centri del riuso in laboratori di futuro. L’evento “Tre esperienze di circolarità” ha chiuso la fase genovese del progetto europeo SUPER_ECO, cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Interreg IT-FR Marittimo, portando in piazza le idee, i prototipi e le proposte elaborate da centinaia di studentesse e studenti di tre istituti della città.

Tre scuole, tre strade verso la circolarità

Il progetto ha scelto di non fermarsi alla sensibilizzazione: ogni scuola ha lavorato su un fronte concreto, diverso dagli altri, capace di mostrare quante siano le facce dell’economia circolare.

Il Liceo Statale Pertini, affiancato dalla Città Metropolitana di Genova e da AMIU Genova, ha affrontato la dimensione normativa: gli studenti hanno elaborato proposte concrete per la regolamentazione dei centri del riuso, dialogando direttamente con gli operatori del settore. Un esercizio di cittadinanza attiva, prima ancora che di educazione ambientale.

Il Liceo Artistico Barabino, con il supporto di Remida, Sc’art e il Centro Surpluse Ducale, ha scelto la via dell’immaginazione. Ispirandosi alle Città invisibili di Italo Calvino, gli studenti hanno trasformato oggetti dismessi in materia narrativa e creativa: scarti che diventano forme, storie, nuovi oggetti capaci di raccontare un altro rapporto possibile con le cose.

L’Istituto Gastaldi-Abba, insieme ad Assoutenti Liguria e al Centro Surpluse di via Bologna, ha organizzato un Repair Café: un laboratorio pratico di riparazione in cui piccoli oggetti rotti hanno ritrovato funzione e dignità, sottraendosi al destino della discarica.

«Questo percorso ci ha dimostrato che le scuole possono essere interlocutori seri nelle politiche territoriali», ha dichiarato Giovanna Lonati, dirigente del Servizio Patrimonio della Città Metropolitana di Genova, che ha seguito il progetto già dalle prime fasi. «Gli studenti non si sono limitati a studiare i temi della circolarità: hanno prodotto idee e proposte concrete, frutto di un confronto diretto con chi opera ogni giorno sul territorio. È esattamente il tipo di collaborazione che come Città Metropolitana vogliamo continuare a costruire: tra istituzioni, realtà locali e nuove generazioni.»

Il wasteocene e la sfida educativa

Sullo sfondo di queste tre esperienze c’è una parola che merita di entrare nel vocabolario comune: wasteocene. È il nome che alcuni ricercatori danno all’epoca attuale, definita dall’impatto crescente dei rifiuti sulle società e sugli ecosistemi. I percorsi formativi sviluppati con il supporto del Dipartimento di Architettura e Design di UniGe hanno aiutato docenti e studenti a comprendere questo scenario — e a capire che cambiare rotta è possibile, a partire da gesti concreti.

Un progetto europeo con radici locali

SUPER_ECO nasce dalla convinzione che la transizione verso un’economia circolare non possa prescindere dal coinvolgimento attivo dei cittadini — e soprattutto dei più giovani, in quanto futuri protagonisti del cambiamento culturale. Il programma Interreg IT-FR Marittimo ha permesso di costruire una rete transfrontaliera in cui gli enti pubblici territoriali, i centri di recupero e riutilizzo e le scuole lavorano insieme verso un obiettivo comune: rendere sostenibili non solo i consumi, ma anche le politiche locali.

La Città Metropolitana di Genova ha partecipato al progetto come partner istituzionale, contribuendo — insieme ad AMIU Genova, Assoutenti Liguria, Remida e Sc’art — a costruire un modello educativo radicato nel territorio, replicabile e duraturo.

Una restituzione, non una conclusione

L’evento di oggi non è stato un punto di arrivo, ma una restituzione pubblica: le scuole hanno offerto alla città il risultato del loro lavoro, aprendosi al confronto con istituzioni, stakeholder e comunità.

«SUPER_ECO non è stato un progetto di educazione ambientale nel senso tradizionale del termine: è stato un esercizio collettivo di cambiamento culturale», dichiara Giancarlo Campora, Consigliere delegato a Ambiente, Ciclo dei Rifiuti e Transizione Ecologica della Città Metropolitana di Genova. «Vedere ragazze e ragazzi discutere di normative sul riuso, riparare oggetti, trasformare gli scarti in linguaggio creativo, significa che la transizione ecologica può davvero partire dal basso. Questa mattina ho partecipato alla riapertura del Centro del Riuso di Sestri Levante, uno spazio rinnovato che offre ai cittadini la possibilità concreta di dare una seconda vita agli oggetti, riducendo gli sprechi e incentivando comportamenti più sostenibili. Sono due facce della stessa medaglia: da un lato i ragazzi che imparano a immaginare un futuro circolare, dall’altro le infrastrutture che rendono quel futuro praticabile oggi. Siamo convinti che esperienze come queste debbano diventare strutturali, non episodiche.»




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