Tre Cime di Lavaredo, dell’overtourism ne scrive anche il New York Post

Le immagini delle interminabili code di escursionisti diretti alle Tre Cime di Lavaredo sono arrivate fino agli Stati Uniti. Il prestigioso New York Post ha infatti dedicato un articolo al fenomeno dell’overtourism nelle Dolomiti, rilanciando il video diventato virale sui social che mostra una lunghissima fila di persone in cammino verso il celebre punto panoramico. Per il quotidiano americano, le Dolomiti sono diventate «l’ultima vittima del turismo di massa», con «centinaia di visitatori ammassati sui sentieri di montagna e in attesa in lunghe file solo per scattare la stessa fotografia». Il filmato, ripreso il 22 luglio, ha alimentato un acceso dibattito internazionale sull’impatto del turismo nei luoghi naturali più iconici.
Le immagini hanno suscitato migliaia di reazioni anche sui social. Il New York Post riporta alcuni dei commenti più duri comparsi sulla piattaforma X. «Riusciamo a distruggere la bellezza di qualsiasi luogo», scrive un utente. Ancora più drastico un altro intervento: «Un mattatoio. Siamo il cancro del mondo». Secondo il quotidiano, la corsa alla fotografia perfetta, alimentata anche dai social network, sta trasformando un luogo simbolo delle Alpi in una meta presa d’assalto, dove trovare un momento di tranquillità diventa sempre più difficile.
L’articolo ricorda anche quanto accaduto nelle scorse settimane, quando oltre 300 turisti sono rimasti in attesa delle navette tra Misurina e il Rifugio Auronzo, punto di partenza dell’itinerario attorno alle Tre Cime. Nonostante l’attivazione di un’ottava navetta oltre alle sette già in servizio, la domanda ha continuato a superare la capacità disponibile. Le autorità locali, evidenzia il giornale americano, sostengono che i servizi siano ormai al limite e hanno già introdotto misure come la prenotazione obbligatoria e il pagamento anticipato per i veicoli diretti verso l’area, senza però riuscire a contenere in modo significativo l’afflusso.
Il New York Post ricorda infine come le Dolomiti siano una delle destinazioni turistiche più amate d’Italia, frequentate in inverno dagli sciatori e in estate dagli escursionisti, grazie a migliaia di chilometri di sentieri e a una vasta rete di impianti di risalita. Proprio questa straordinaria popolarità, osserva il quotidiano, impone ora una riflessione su quanti visitatori il territorio possa realmente sostenere senza compromettere l’esperienza e il valore paesaggistico che lo hanno reso famoso nel mondo. E conclude con una considerazione destinata a far discutere: «Per chi spera di vivere un momento di tranquillità sotto le Tre Cime quest’estate, il panorama resta spettacolare, ma bisognerà aspettare il proprio turno».
Source link




