Trasporto pubblico, migliaia di viaggiatori senza biglietto
Migliaia di viaggiatori senza biglietto continuano a salire ogni anno su treni e autobus del trasporto pubblico altoatesino. È quanto emerge dall’interrogazione consiliare numero 1108/25 presentata in consiglio provinciale da Jürgen Wirth Anderlan e dalla risposta fornita dal vicepresidente della Provincia e assessore alla mobilità Daniel Alfreider, che fotografa una situazione ampia ma ancora solo parzialmente monitorata sul piano statistico.
I dati completi, spiega la Provincia, sono disponibili solo a partire dal 2022, mentre per il 2025 (anno ancora in corso) è possibile fornire soltanto un primo quadro parziale relativo al settore ferroviario e ai servizi autobus gestiti da STA e SASA. Nel comparto ferroviario, la Sad l ha elevato nel 2025 260 sanzioni per un importo complessivo di 24.422 euro, delle quali 63 già saldate. Trenitalia, limitatamente alle tratte di competenza provinciale, ha invece emesso 2.146 multe per oltre 129 mila euro, riscosse direttamente a bordo. A queste si aggiungono 849 sanzioni su collegamenti sovraregionali e altre 2.138 notificate al domicilio dei trasgressori, con un tasso di pagamento finora piuttosto limitato.
Numeri ancora più consistenti emergono sul fronte degli autobus. La STA, nel periodo compreso tra gennaio e fine ottobre 2025, ha accertato 3.566 violazioni, con una sanzione media pari a 137,50 euro e un importo complessivo che sfiora i 490 mila euro. Di queste, poco più della metà risulta pagata, mentre una quota significativa resta insoluta. La SASA, nello stesso arco temporale, ha invece emesso 2.967 sanzioni amministrative, anche se per questa società non sono ancora disponibili dati di dettaglio su incassi e mancati pagamenti.
L’interrogazione chiedeva anche una suddivisione per cittadinanza, genere ed età, ma la Provincia ha chiarito che tali statistiche non vengono attualmente raccolte. Non è quindi possibile stabilire quanti dei trasgressori siano cittadini italiani, europei o extracomunitari, né valutare l’incidenza delle sanzioni non pagate da parte di utenti non residenti. Un quadro che, pur confermando l’ampiezza del fenomeno dei cosiddetti “portoghesi”, evidenzia anche i limiti del sistema di monitoraggio attuale. La gestione dei controlli, come ricordato nella risposta ufficiale, è affidata ai singoli operatori del servizio sulla base dei contratti in essere, con modalità e livelli di dettaglio che non sempre consentono una lettura uniforme e completa del fenomeno su scala provinciale. Senza contare le enormi difficoltà e spesso pericoli cui sono sottoposti i controllori. I sanzionati, infatti, purtroppo sono solo i “portoghesi” scoperti rispetto al sommerso che non viene scovato.
✍️ Alan Conti



