Molise

Trasporto pubblico locale, Primiani: “Settore allo sbando più totale” | isNews

Il consigliere regionale del M5S attacca il centrodestra e chiede un cambio di rotta: “Non è pensabile restare immobili nell’attesa di una gara d’appalto che, forse tra un anno e mezzo, produrrà un ulteriore fallimento”


CANPOBASSO. “Il settore dei trasporti pubblici in Molise è allo sbando più totale. È un dato di fatto che, purtroppo, si trascina da anni e che oggi assume contorni ancora più gravi. Alle difficoltà quotidiane di un servizio inefficiente, si aggiungono le inchieste della magistratura e della Guardia di Finanza che stanno facendo emergere situazioni di irregolarità, dalla bigliettazione alle problematiche legate ai contributi dei lavoratori mai versati”.

Lo scrive il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani che attacca il centrodestra e chiede un cambio di rotta. “In questo contesto – ricrda – ci sono ancora decine di dipendenti – soprattutto dell’ATM – che attendono di ricevere la mensilità di dicembre e la tredicesima. È inaccettabile che si continui a tollerare l’inadempienza di aziende che non garantiscono nemmeno il diritto più elementare dei lavoratori: lo stipendio.

È arrivato il momento di dire basta e di cambiare rotta. Non è pensabile restare immobili nell’attesa di una gara d’appalto che, forse tra un anno e mezzo, produrrà un ulteriore fallimento. La verità è che la strada del doppio lotto non risolverà alcunché, e il rischio concreto è di ritrovarci ancora una volta con un servizio inefficiente, aziende insolventi e lavoratori senza tutele”.

Per Primiani “l’unica soluzione seria e strutturale è procedere senza ulteriori indugi con la revoca dei contratti alle aziende inadempienti e la creazione della società in house regionale. La legge che lo consente esiste già, ma giace ferma in Prima Commissione perché la maggioranza di centrodestra non ha il coraggio politico di portarla avanti. Eppure è il momento di assumersi la responsabilità di governare, di risolvere i problemi, di garantire il servizio pubblico e di pagare i lavoratori.

Cos’altro deve ancora accadere perché si abbia finalmente il coraggio di cambiare passo? Quante altre inchieste, quante altre retribuzioni non corrisposte, quanti altri disservizi dobbiamo ancora raccontare prima di agire?

Tutto questo avviene mentre, per quanto riguarda il trasporto su ferro, ci accingiamo a ‘festeggiare’ il ritorno dei treni dopo cinque anni di isolamento, costati decine di milioni di euro per risparmiare, in definitiva, appena una manciata di minuti sulla percorrenza delle tratte per Roma e Napoli. Un capolavoro, targato centrodestra”.


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