Marche

tragedia in un ambulatorio medico dove non era disponibile il defibrillatore


PORTO RECANATI – Dramma ieri mattina a Porto Recanati. Una donna senegalese di 65 anni ha perso la vita dopo essersi sentita male (probabilmente un arresto cardiaco) mentre si trovava nella sala d’attesa degli studi dei medici di famiglia, al primo piano del palazzo dell’Ast di piazza del Borgo.

  

La ricostruzione

La tragedia si è verificata intorno alle ore 9.

La donna, residente all’Hotel House, era in attesa della visita quando si è improvvisamente accasciata a terra. A intervenire per primi sono stati due medici presenti nella struttura, la dottoressa Cellesi e il dottor Verdoliva, che hanno entrambi attivato la macchina dei soccorsi e prestato il primo intervento. I due sanitari hanno iniziato subito le manovre di rianimazione, praticando il massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dei mezzi di emergenza. Non è stato possibile utilizzare il defibrillatore perché non presente.

Proprio su questo è intervenuto il sindaco Andrea Michelini, che ha chiarito la situazione: «Nella sala d’attesa, purtroppo, non era disponibile alcun defibrillatore. Nella cassettina porta-Dae risulta presente solo un palloncino manuale di ausilio alla respirazione. Un dispositivo è presente nella sede della Protezione civile (situata al piano terra dello stesso stabile, ieri era chiusa, ndr), ma non rientra tra quelli a immediata disposizione».

Sul posto sono quindi giunti i soccorsi della Croce Gialla con l’ambulanza medicalizzata. Il personale sanitario ha proseguito a lungo le manovre di rianimazione, effettuando anche la defibrillazione con l’apparecchio in dotazione all’equipaggio.

Nonostante i ripetuti tentativi, per la donna non c’è stato nulla da fare ed è stata infine dichiarata morta. Il sindaco Michelini ha espresso il cordoglio dell’amministrazione comunale per quanto accaduto ed ha inoltre ringraziato i medici presenti e il personale sanitario. Sul territorio comunale sono presenti altri defibrillatori automatici esterni, collocati in punti strategici della città e facilmente accessibili, nell’ambito della rete di cardioprotezione attivata negli ultimi anni.

«In città i Dae sono a disposizione in diversi stabilimenti balneari, nelle palestre, presso la Protezione civile e in altri punti pubblici all’aperto. Si tratta di dispositivi di facile accessibilità». Michelini ha inoltre spiegato che «quelli in dotazione alla Protezione civile vengono utilizzati all’occorrenza, quando si attiva il Centro operativo o durante gli interventi sul territorio».




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