Cultura

TRACK: Trust The Mask – GDTD

Due ragazze, una città che anestetizza e la sensazione di non avere mai tempo: uffici stretti, meeting infiniti, rapporti sociali ridotti a produttività e omologazione. Tutto scorre veloce e le emozioni autentiche sembrano fuggire appena le tocchi.
Poi entra “GDTD”. Elisa Dal Bianco compone con l’elettronica un ritmo ipnotico e imperfetto, mentre la voce acida e sfuggente di Vittoria Cavedon trascina la frustrazione in trance. Immagina un club scuro, luci strobo, bassi che vibrano sotto i piedi: ballare diventa un atto di resistenza, un modo per sentirsi leggeri e liberi pur rimanendo totalmente presenti a se stessi. Ogni movimento è respiro, ogni nota è liberazione, ogni sguardo al compagno di pista un momento di consapevolezza sospesa. “Time is running out“, ripete Vittoria: un mantra ossessivo che brucia e libera allo stesso tempo. Il fischio finale stride, taglia l’aria e poi tutto si spegne di colpo, lasciando la traccia sospesa nel silenzio e la sensazione di essere appena sopravvissuti a un’esperienza elettrica, intensa e liberatoria.

«“GDTD” sta per Going Down The Drain. Ma qui non si parla di rovina economica, è un altro tipo di caduta, una discesa verso qualcosa che ti brucia e soffoca. Il tempo, la nostra unica ricchezza personale e collettiva, sembra ormai privilegio per pochi. I restanti sono, siamo, topi d’ufficio senza un secondo da poter vivere e con uno spazio molto ristretto dove poterci muovere. Una gabbia che si limita a dei rapporti sociali effimeri e basati sul condividere produttività e omologazione. Quello che rimane è una breve uscita dove si rincorrono frettolosamente le speranze e le emozioni reali, ma quando le si sta per raggiungere è già ora di rientrare in gabbia. Non assomiglia forse all’inferno?
E allora balliamo su ritmi incalzanti e synth psichedelici e imperfetti, urliamo su una voce acida e sfuggente, privata ormai di tutta la pazienza, esasperata da questo circolo vizioso.
»

Ci avviciniamo sempre più a “ITCH”: un disco aggressivo, cupo e ritmato, che sfida la monotonia e le contraddizioni della società contemporanea. Un richiamo al risveglio della coscienza collettiva, mentre fuori il mondo brucia e nessuno sente più nulla.

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