Cultura

TRACK: Asianoia – Un Impostore [ Esclusiva IfB ]

credit: Valeria Pepe

La nostra gradita anteprima di giornata è per gli Asianoia e il loro nuovo singolo “Un Impostore”.

Tra post-punk e canzone italiana (post-noia), gli Asianoia fanno della forma canzone una soluzione alternativa.
Osservano il reale attraverso la lente del paradosso: l’assurdità del quotidiano, le persone, le città, le condizioni mentali complesse e contraddittorie. Per la musica come strumento collettivo di emancipazione e di lotta, un mezzo attraverso cui dissezionare il distorto e il violento.

Se il potere avesse una voce, probabilmente suonerebbe gentile. Direbbe bonjour, stringerebbe mani, prometterebbe ordine.Con “Un Impostore”, gli Asianoia raccontano il momento in cui la violenza smette di mostrarsi apertamente e impara a travestirsi da fratello, da guida, da salvatore. Il brano scende “giù, giù dove il cielo è più scuro“, dentro un mondo in cui l’ambizione diventa fede e l’obbedienza una forma di devozione.
Chitarre discendenti e tensione post-punk costruiscono un paesaggio instabile, come una scalinata troppo lucida per essere sicura. Qui il falso è cordiale, il padrone si veste da servo e l’impero si regge su un equilibrio fragile, fatto di paura, denaro e consenso.
Gli Asianoia non mettono in scena un nemico straordinario: la figura che emerge è familiare, quotidiana. Il capo, il vicino, il partner. O chiunque sia disposto a salire un gradino più in alto degli altri. Un brano scuro e corrosivo. Resta solo l’attesa del momento in cui tutto comincerà a cedere e qualcuno, finalmente, potrà ballare.

«Se l’Impostore diventa la parte migliore di noi, e giorno dopo giorno ne vediamo la crescita e la distruzione, allora forse è meglio non essere.
Vogliamo tutti vedere crollare la scalinata del successo – il lungo red carpet che dissocia l’uomo – finché non ne facciamo parte, finché la sfilata non è la nostra. È così che si diventa un Impostore. Il vicino di casa, il compagno di scuola, il proprio partner, il datore di lavoro. Il nemico è qui, e si veste come te. Ricordati che siete diversi, ricordagli che siete diversi. Siamo su un’imbarcazione che naufraga a pochi chilometri dalla costa. Davvero non ci resta altro che osservare il grande impero brillare davanti ai nostri occhi?
“Un Impostore” è dedicata a tutti i capi, ai padroni e a tutte le persone che opprimono con violenza esercitando il proprio potere. Con la speranza che possano crollare. Vorremmo vedere crollare la scalinata del successo, il lungo red carpet che dissocia l’uomo e che, tanto, lo porterà sempre dietro a qualcuno disposto a vendersi ancor di più.
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