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Tra barca e bicicletta alla scoperta della storia nella laguna di Venezia

Lasciate da parte le navi da crociera monumentali davanti a San Marco e i gruppi di turisti intruppati nei percorsi tradizionali lungo il Canal Grande. Perché Venezia è una città da vivere e scoprire seguendo la propria ispirazione, che non si esaurisce con i luoghi da cartolina e le calli affollate, ma che può estendersi alla laguna circostante in cui si è sviluppata nei secoli. Se per la città che richiama turisti da tutto il mondo e per tutto l’anno la modalità di visita si fonda sul vaporetto e sulla camminata a piedi, le isole che la circondano celano luoghi remoti e originali, frutto del lavoro congiunto dell’essere umano e della natura, da scoprire al meglio con mezzi alternativi e innovativi all’insegna della lentezza.

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La bicicletta, tanto più seintegrata con la barca per muoversi agilmente tra le diverse aree della laguna, costituisce il mezzo ideale per raggiungere uno degli insediamenti più antichi dell’area, dove è scattata la scintilla che ha portato alla nascita di Venezia. Malamocco, sulla costa interna del Lido, era un centro fiorente come porto di Padova ai tempi degli Etruschi e poi dei Romani: era l’ultimo lembo di terra prima dell’Adriatico, vicino alla foce del Brenta, poi deviato più a sud, rappresentando un crocevia fondamentale per l’economia lagunare e del Veneto antico. Poi la discesa degli Unni di Attila, arrivati da Oriente per depredare le ricchezze di quel che rimaneva dell’impero romano, costrinse gli abitanti a rifugiarsi più all’interno, sulle isole rialtine, dove sono sorti i primi insediamenti che avrebbe dato vita alla storia luminosa della Serenissima.

Sulle orme di Corto Maltese

Malamocco non ha perso il suo fascino, tanto che Hugo Pratt ne ha fatto il suo luogo di ritiro preferito che ha ispirato tante avventure di Corto Maltese. Ancora oggi nella piazzetta dietro al vecchio palazzo del podestà riconoscibile dalle prime testimonianze del Leone che sarebbe diventato il simbolo del potere veneziano sulle coste mediterranee si respira quella storia di espansione commerciale e di ricchezza discreta.

Il piccolo centro è una delle tappe della settimana di barca più bici sui canali tra Mantova e Venezia organizzata da Girolibero, tour operator di Vicenza specializzato in vacanze originali e votate alla sostenibilità che fa dell’accoppiata barca e bicicletta uno dei punti di forza della propria offerta turistica. Il giro delle isole meno note della Laguna di Venezia è il punto di partenza della settimana, ma quello finale se si percorrono i canali della Bassa Padana veneta al contrario, partendo dalla città lombarda, patria dei Gonzaga e del Mantegna. In un senso si va con “Vita pugna”, la prima storica barca del gruppo, acquistata in Olanda, dove la vacanza sui canali in bicicletta è nata, e arrivata in Laguna dopo un mese di viaggio fluviale lungo il Reno per poi passare da Istanbul e Corinto e risalire l’Adriatico. In senso opposto si può andare con l’”Ave Maria”, l’altra imbarcazione, più grande e moderna, acquisita in Italia e riadattata con cabine confortevoli, tutte con bagno, per rendere unico il viaggio che unisce la pace della navigazione e il movimento a due ruote con la storia e la cultura di luoghi unici, come Mantova, Venezia e Ferrara, senza tralasciare l’ospitalità e la cucina italiana, proposta con un forte accento legato ai prodotti legati al territorio.

Frammenti di storia lagunare

Così in Laguna si parte dalla Giudecca, per andare alla scoperta della Venezia meno nota, in piena autonomia ma con i consigli della guida che indica i luoghi più veri e genuini, al di fuori dei circuiti tradizionali dei turisti. Se poi si è fortunati e si arriva nel sabato che precede la terza domenica di luglio, ci si ritrova immersi nella festa popolare del Redentore, che ricorda la fine dell’epidemia di peste nel 1577, potendo assistere direttamente dalla riva della Giudecca allo spettacolo pirotecnico notturno nel bacino di San Marco.


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