Marche

tra Acquaroli e Ricci solo uno resterà in piedi

ANCONA Ci siamo. Il lungo countdown elettorale è finito: oggi dalle 7 alle 23 e domani dalle 7 alle 15 si vota per il governatore e per il rinnovo del Consiglio regionale. Sono 1.325.689 i marchigiani chiamati alle urne per scegliere uno dei sei competitor in campo. Francesco Acquaroli, presidente uscente, guida la coalizione di centrodestra composta da sette liste: Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati, Udc/Liste civiche, Civici Marche e I Marchigiani per Acquaroli. Il principale sfidante è l’eurodeputato dem Matteo Ricci alla testa del campo larghissimo: anche lui può contare sul sostegno di 7 liste che vanno dal Pd al Movimento 5 Stelle, passando per Alleanza verdi e sinistra, Progetto Marche Vive, Avanti con Ricci, Pace Salute Lavoro e la lista del presidente in quota centrosinistra.

Lo scacchiere

Il parterre degli aspiranti governatori si completa con Claudio Bolletta di Democrazia sovrana popolare con Rizzo; Francesco Gerardi con Forza del Popolo; Lidia Mangani per il Partito comunista italiano; e Beatrice Marinelli per Evoluzione della rivoluzione. I candidati al Consiglio regionale sono invece 526 in totale, ma saranno solo 30 i fortunati che siederanno sugli scranni dorati di Palazzo Leopardi per la dodicesima legislatura. La ripartizione dei seggi è provinciale: nove ad Ancona, sette a Pesaro Urbino, sei a Macerata, quattro a Fermo e quattro ad Ascoli Piceno. Le operazioni di spoglio inizieranno immediatamente dopo la chiusura dei seggi, a partire quindi dalle ore 15 di domani.

La partita

Un voto che mette fine ad una delle più sanguinose campagne elettorali che le Marche ricordino. Approccio feroce alla tornata che si spiega con la portata della sfida: il risultato della nostra regione avrà inevitabili riverberi sugli equilibri nazionali di potere tra destra e sinistra. Le Marche Ohio d’Italia – come siamo stati ribattezzati – faranno da apripista: le prime ad andare al voto (insieme alla Valle d’Aosta, che però non elegge direttamente il presidente) nella chiamata alle urne autunnale che annovera anche Calabria (5 e 6 ottobre), Toscana (12 e 13 ottobre), Campania, Puglia e Veneto (23 e 24 novembre). I pronostici danno Toscana, Campania e Puglia al campo largo; la Calabria e il Veneto al centrodestra. Tradotto: la continuità dello status quo.

Gli scenari

L’unica regione considerata contendibile dai due principali schieramenti sono le Marche, dove il centrodestra cerca il bis e il centrosinistra prova a riprendersi un territorio che ha governato per decenni. È dunque evidente che il risultato delle Marche rappresenti un traino e, contemporaneamente, un ago della bilancia non di poco conto. Non solo in termini aritmetici: qui il governatore uscente Acquaroli – leader del centrodestra – è un peso massimo di Fratelli d’Italia, parte del cerchio magico della premier Meloni. Una sconfitta verrebbe vissuta come uno smacco anche per Roma. Ma se Atene piange, Sparta non ride. Una sconfitta di Ricci nelle Marche (e con Tridico dato dietro a Occhiuto in Calabria) il campo largo partirebbe a -2 nella tornata delle Regionali d’autunno. E la vagheggiata spallata al Governo nazionale resterebbe poco più di un auspicio. Che non fosse una partita come le altre lo si è capito anche dall’attenzione a cui le Marche, francamente, non sono abituate. La massiccia presenza di big nazionali di entrambi gli schieramenti ne è stata la prova lampante e plastica.

La chiamata alle urne

Ma al di là delle luci della ribalta, l’importanza di questo voto è intrinseca alla tornata elettorale in sé. La Regione gestisce ampiamente la sanità, che infatti rappresenta oltre l’80% del bilancio. Basta anche solo questo a restituire l’idea di quanto fondamentale sia questa chiamata alle urne. Nel 2020 votarono 783.173 marchigiani: il 59,75% degli aventi diritto. Tutto sommato un buon risultato visto il crollo che si è registrato nelle ultime tornate. Il governatore Acquaroli voterà a Potenza Picena nella frazione di San Girio e attenderà l’esito nella sede del proprio comitato elettorale ad Ancona, al Pinocchio. Mentre Ricci voterà a Pesaro in via Mengaroni e aspetterà il verdetto allo spazio D1 Cenference Center di Ancona alla Baraccola. Non è escluso che in caso di riconferma di Acquaroli, nella serata di domani possa arrivare nel capoluogo la premier Meloni.




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