Torna il condono edilizio. Il blitz della maggioranza nel decreto Milleproroghe
ROMA – La maggioranza rilancia il condono edilizio. Lo fa con tre emendamenti fotocopia al decreto Milleproroghe. Hanno la firma di Fratelli d’Italia, Lega e FI. Chiedono tutti di riaprire la regolarizzazione degli illeciti voluta dal governo Berlusconi nel 2003. «Sull’intero territorio nazionale», a valle di «una legge di attuazione» in capo alle Regioni.
L’iniziativa non è inedita. Il testo delle proposte ricalca, parola per parola, quello che i meloniani avevano provato a inserire nella manovra durante l’iter di approvazione al Senato. Le opposizioni hanno subito fermato il blitz in commissione Bilancio, ma il tentativo non è stato cestinato: la misura, infatti, è stata travasata in un ordine del giorno alla stessa Finanziaria.
Si riparte da qui. Con un dato aggiuntivo, che ha anche un peso politico: l’insistenza degli alleati matura appena due settimane dopo l’altolà di Giorgia Meloni. Durante la conferenza stampa di inizio anno, infatti, la presidente del Consiglio era stata netta: «Non se ne sta parlando ora», aveva detto riferendosi all’ipotesi di un provvedimento sulla sanatoria edilizia.
Ora gli emendamenti al Milleproroghe rimettono la questione sul tavolo. I proponenti puntano su due elementi per raggiungere il risultato sperato. Fonti di maggioranza illustrano il primo: la condivisione per convincere Palazzo Chigi a sbloccare il dossier. Se a premere durante il passaggio parlamentare della legge di spesa erano stati i meloniani, che inizialmente avevano proposto quattro emendamenti, poi ridotti a uno, questa volta a spingere sono anche i leghisti e gli azzurri.
Il secondo elemento si collega al primo, ma in direzione opposta rispetto all’unità. Ha a che fare con gli equilibri interni alla coalizione. Nessuno vuole restare indietro rispetto agli altri sul tema della casa. Tutti vogliono piantare una bandierina nel proprio campo. FdI rivendica la paternità della mossa: la Lega vuole evitare il sorpasso, lo stesso vale per i forzisti. Tra l’altro, i due partiti devono recuperare terreno sull’altra faccia della medaglia del condono: il Piano casa.
I Fratelli, infatti, vogliono dare una scossa al progetto caro a Matteo Salvini. Come anticipato da Repubblica, l’obiettivo è coinvolgere capitali stranieri e italiani per interventi di rigenerazione urbana. Ma anche promuovere nuove azioni di recupero del patrimonio pubblico dismesso (ex caserme, oltre a fabbriche e scuole chiuse).


Il condono viaggia in parallelo. L’esame del Milleproroghe nelle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera entrerà nel vivo nei prossimi giorni, ma intanto il segnale è stato lanciato.
Scendendo nei dettagli della proposta, l’intento è chiaro. Rendere «suscettibili di sanatoria edilizia» sei tipologie di illecito. Tra queste, le opere realizzate «in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio» e «non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici». Pochissime sfumature. Una riguarda le costruzioni nelle zone sismiche. Ai fini della sanatoria – si legge nel testo dei tre emendamenti – «rimane, in ogni caso, ferma la necessità che l’intervento risulti conforme alle norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche vigenti sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento del rilascio del titolo in sanatoria».
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