TOP TEN ALBUM 2025 – di Valentina Natale


Debutto sulla lunga distanza sorprendente e molto interessante quello di Yoshika Colwell musicista del Kent dalla vita avventurosa che con “On The Wing” esplora le mille sfumature del folk intimo e orchestrale con l’istinto di una veterana, arrangiamenti maturi e molta personalità tra pagine di diario e vita vissuta intensamente raccontata con infinita grazia.


Erotic Secrets Of Pompeii capitolo secondo e l’ascesa continua per la band di Bristol in un rito pagano dinamico, ruvido, scatenato. Istrionici e devastanti, dalla creatività inusuale e priva di compromessi in trentacinque minuti di rock spigoloso e tentacolare che punge con frequenze inaspettate, geometrico e fuori da ogni schema.

7. PILE
Sunshine And Balance Beams
[ Sooper Records ]La nostra recensione
Alt- rock e post punk, post hardcore e parti orchestrali sapientemente dosati nel nuovo disco dei Pile che raggiungono quell’equilibrio laborioso e difficile tra rabbia e melodia, grinta e passione, cinismo e disillusione a cui il quartetto di Boston sembrava mirare da tempo con un album sull’arte, la fatica di vivere suonato in un crescendo emotivamente potente.

6. UMBERTO MARIA GIARDINI
Olimpo Diverso
[ La Tempesta Dischi ]La nostra recensione
Coerente e lucido Umberto Maria Giardini che in “Olimpo Diverso” continua a esplorare mondi musicali differenti tra rock, cantautorato, elettronica e prog in un viaggio tra rabbia e redenzione, con la solita cura certosina degli arrangiamenti, dei testi (“Pietre nell’accappatoio” ad esempio) alla ricerca dell’umanità e della perduta empatia.

5. ANDREA LASZLO DE SIMONE
Una Lunghissima Ombra
[ 42 Records ]La nostra recensione
Se parliamo di umanità impossibile non citare Andrea Laszlo De Simone che con “Una Lunghissima Ombra” realizza un album maturo e riflessivo, lontanissimo dalle mode e vicino ai sentimenti più veri. Un’opera realizzata prendendosi tutto il tempo necessario, melodica e sperimentale, l’anima del De Simone cantautore e creatore di colonne sonore riunite in un’ora di musica d’autore.

4. GODDESS
Goddess
[ Bella Union ]La nostra recensione
Fay Milton ex batterista delle Savages si riserva il ruolo di performer, coordinatrice e produttrice di quello che è a tutti gli effetti un collettivo che riunisce numerose artiste della scena londinese al ritmo di post punk, R&B, elettronica, dream pop, spoken word, rap, rock e ballate orchestrali in un disco eclettico, istintivo che sperimenta con atmosfere e suggestioni musicali mantenendo alta la qualità.

3. MARUJA
Pain To Power
[ Music For Nations ]La nostra recensione
Rap, spoken word, post punk e jazz d’avanguardia sono le cifre stilistiche di “Pain To Power” esordio sulla lunga distanza dei Maruja. Un disco potente, dal ritmo vivido e incalzante, in cui la band di Manchester formata da Harry Wilkinson, Joe Carroll, Matt Buonaccorsi e Jacob Hayes conferma di possedere carisma e passione in una sfida continua e stimolante.

2. GEESE
Getting Killed
[ Partisan ]La nostra recensione
Eclettici per eccellenza mettono sul piatto undici brani imprevedibili e spesso fortemente sperimentali, frequenze impazzite che si aprono improvvisamente a momenti melodici molto suggestivi (il passaggio iniziale da “Trinidad” a “Cobra” ad esempio). “Getting Killed” è un album ambizioso che rifugge la banalità e fa scoprire il lato più maturo dei Geese.

1. ANNA VON HAUSSWOLFF
Iconoclasts
[ Year0001 ]La nostra recensione
Gotico, affascinante, coinvolgente, il mondo nordico di Anna von Hausswolff che con “Iconoclasts” realizza un disco intenso e raffinato, dark e ricco di sfumature. Imprevedibile almeno quanto gli ospiti illustri che lo popolano: Iggy Pop, Ethel Cain, Abul Mogard, Maria von Hausswolff entrano a far parte di un universo dove nulla è scontato
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