Cultura

TOP TEN ALBUM 2025 – di Corrado Frasca

10. SAM FENDER
People Watching
[ Polydor ]La nostra recensione

Sam Fender è un songwriter che non si merita solo un’etichetta “pop”. Un lavoro accurato, ben fatto, suoni studiati e non banali, ricco di richiami realistici di vita vissuta, la sua vita e quella dei suoi amici, parenti, conoscenti e concittadini con un occhio rivolto sempre alla working class inglese che up to the north ha sempre lavorato duramente e portato a casa fatica, lividi e gloria. (Irvine Factor).

9. BLANKENBERGE
Decisions
[ Automatic Music ]La nostra recensione

Minimalismo cristallino e superlativo, potenza e intensità che vengono gestiti con mano poetica, squarci che ci sospendono su paesaggi dal candore abbagliante…tutto questo e tanto, tanto, tantissimo altro in “Decisions”, un disco che non è figlio di nessuna scuola no, semplicemente perché questo è un disco che farà scuola. (Riccardo Cavrioli)

8. CALIBRO 35
Exploration
[ Record Kicks ]La nostra recensione

Ci sono dischi che suonano come fotografie ingiallite ritrovate in una soffitta polverosa. Altri, invece, come “Exploration”, sembrano pellicole mai girate, bobine di celluloide sognata e poi perduta, che qualcuno ha, finalmente, deciso di montare e di suonare. I Calibro 35 spingono, ancora una volta, le loro sonorità cinematiche, jazzistiche e funk-rock in una dimensione emotiva e sensoriale che è, insieme, intima e collettiva, un’istantanea di un futuro immaginato attraverso gli specchi infranti del passato. (Michele Brigante Sanseverino)

7. VAN MORRISON
Remembering Now
[ Virgin ]La nostra recensione

In “Remenbering Now” la scrittura torna feconda , con una prima parte più euforicamente R&B , intervallata da impeccabili e sontuose ballads, caratterizzate dalla preziosa presenza di un’orchestra d’archi.

6. THE NIGHT FLIGHT ORCHESTRA
Give Us The Moon
[ Napalm Records ]La nostra recensione

Amanti dei ruggenti, patinati anni ottanta non possono ignorare l’ennesimo grande album degli svedesi devoto all’aor e all’hard melodico, con autentici nuovi deliziosi classici (di riuscito manierismo) come “Stratus”, “Shooting Velvet”, “Paloma” o la title track

5. KOKOROKO
Tuff Times Never Last
[ Brownswood ]La nostra recensione

Una bella realtà quella dei londinesi Kokoroko che hanno raggiunto traguardi importanti (band dell’anno ai Jazz FM Awards) confermando di saper miscelare abilmente jazz, funk, soul, afrobeat senza intenti nostalgici. (Valentina Natale)

4. CORONER
Dissonance Theory
[ Century Media ]La nostra recensione

Ritornano le sfumature industrial che segnavano il lavoro del 1993, si fanno più marcate le influenze progressive – in particolare nei brani “Crisium Bound” e “Transparent Eye” – ma al centro resta la specialità di casa Coroner: un thrash metal maestoso e tecnicamente impeccabile, dove le radici punk/hardcore della Bay Area cedono il passo ad atmosfere oscure e infernali ereditate dai loro connazionali Celtic Frost. (Giuseppe Loris Ienco)

3. HIGHSCHOOL
HighSchool
[ PIAS ]La nostra recensione

L’incipit della traccia d’apertura scalda sin da subito i cuori, ricordando in maniera fin troppo evidente un classico immortale quale “Shine on “ degli House of Love; la solidità del songwriter di questi a me prima sconosciuti Highschool appare indiscutibile, apparendo fascinosa ed intrigante la contrapposizione tra sfrontatezza dell’approccio e oscuro tormento delle trame sonore.

2. SUEDE
Antidepressants
[ BMG ]La nostra recensione

Per il percorso dei Suede, per il momento storico, per la scena internazionale. Dopo l’eccellente “Autofiction“, la band di Brett Anderson continua a incedere con passo deciso, come una vecchia elegante signora che rifugge dal decadimento, attraversando i fantasmi del britpop e trascendendo verso un assai credibile pop-rock venato di wave gotica.

1. KASSA OVERALL
Cream
[ Warp ]La nostra recensione

Un cerchio che si chiude ma anche un nuovo arco che si staglia all’orizzonte, per una dimensione aperta di black music, senza confini temporali e restrizioni ideologiche. Se adorate i The Roots, che scelsero di rendere “umano” e “suonato” l’hip hop, questo album vi farà scoprire la chiave jazz dei vostri eroi del rap.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »