Lazio

tombe e affreschi riemergono in via Ostiense

A Roma il futuro spesso deve fare i conti con il passato. E a volte lo incontra letteralmente sotto terra. È quanto accaduto in via Ostiense, dove i lavori per la costruzione di uno studentato hanno riportato alla luce un tratto finora sconosciuto della Necropoli Ostiense.

Durante i sondaggi archeologici nell’area di via Ostiense 169, a pochi passi dal rettorato dell’Università Roma Tre, sono emerse tombe decorate, colombari affrescati e sepolture a fossa, resti che appartengono a uno dei più vasti complessi funerari dell’antica Roma.

La scoperta, avvenuta pochi giorni fa, ha immediatamente fermato il cantiere per il nuovo studentato privato da 120 posti letto, promosso dalla società Camplus.

Un progetto che ora dovrà confrontarsi con l’importanza archeologica del sito.

Un’area che continua a restituire storia

Quello di via Ostiense non è un caso isolato. Negli ultimi mesi la stessa area ha già restituito testimonianze del passato: in via Pigafetta, poco distante, erano emersi resti di archeologia industriale dell’Ottocento.

Il quadrante Ostiense si conferma così un enorme archivio stratificato della storia romana, dove epoche diverse – dall’antichità all’era industriale – continuano a riaffiorare sotto i cantieri contemporanei.

L’ipotesi: integrare necropoli e studentato

Nonostante lo stop ai lavori scattato il 3 marzo, la proprietà del progetto non sembra intenzionata a rinunciare all’intervento.

«È presto per capire come procederemo, ma siamo fiduciosi che si possa trovare una soluzione», ha spiegato il fondatore di Camplus, Maurizio Carvelli. «In altri casi abbiamo integrato resti archeologici all’interno delle nostre strutture. Potrebbe accadere anche qui, in accordo con la Soprintendenza».

L’ipotesi allo studio sarebbe quindi quella di uno studentato che valorizzi i reperti archeologici, rendendoli visibili all’interno del complesso.

Il Municipio chiede verifiche

Più prudente la posizione del presidente del Municipio Roma VIII, Amedeo Ciaccheri, che invita ad aprire una riflessione più ampia.

«È fondamentale garantire la piena fruibilità dei ritrovamenti ha spiegato ma allo stesso tempo il progetto dovrà essere valutato dal Dipartimento Urbanistica alla luce dell’importanza di questa scoperta».

Il nodo degli studentati nel quartiere

Il ritrovamento ha anche riacceso il dibattito politico sul boom di residenze universitarie private nell’area Ostiense.

Secondo la consigliera capitolina Simonetta Novi, il quartiere sarebbe al centro di una vera e propria corsa agli investimenti:

  • Ex Mercati Generali: previsto un progetto con circa 1.600 stanze

  • Via Pigafetta: in programma uno studentato da 314 camere

  • Ex deposito AMA Montagnola: altre residenze universitarie nel piano di rigenerazione

«Sembra più una nuova corsa all’oro immobiliare che una risposta reale alla domanda di alloggi per studenti», sostiene Novi, sottolineando come molte strutture siano destinate a una fascia di mercato medio-alta.

Nel frattempo, sotto i palazzi dell’Ostiense, la necropoli appena emersa ricorda ancora una volta che a Roma ogni progetto deve fare i conti con duemila anni di storia.

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