TIM aumenta la rete fissa: come evitare il rincaro di 2,99€
TIM ha comunicato una nuova rimodulazione che introduce un aumento del canone per la rete fissa, lasciando però aperte alcune strade per limitare i danni o uscire senza costi extra.
La modifica arriva in un momento in cui il traffico dati continua a crescere e gli operatori giustificano gli adeguamenti con la necessità di sostenere nuovi investimenti. Per chi ha una linea TIM a casa, diventa quindi importante controllare subito la fattura e capire come muoversi entro le scadenze indicate.
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Quanto aumenta la rete fissa TIM e da quando
Nel dettaglio, TIM ha annunciato che, a partire dal 1° maggio 2026, il costo mensile di alcune offerte di rete fissa aumenterà di 2,99 euro al mese (IVA inclusa). L’azienda collega la rimodulazione, come già anticipato, a esigenze economiche legate alla sostenibilità degli investimenti e all’incremento del traffico dati.
Non esiste un elenco pubblico delle offerte coinvolte, quindi ogni cliente deve verificare la propria posizione. TIM ha spiegato che le promozioni in corso legate alle offerte interessate non cambieranno, cioè resteranno valide alle stesse condizioni, al netto dell’aumento del canone base.
Come capire se l’aumento riguarda la propria offerta
I clienti coinvolti hanno ricevuto un messaggio dedicato in fattura, nella bolletta di marzo 2026 della linea fissa TIM. In quel riquadro l’operatore illustra i dettagli della modifica contrattuale e indica i riferimenti normativi per l’eventuale recesso.
Per controllare le condizioni economiche attuali della propria offerta, TIM indica tre canali principali:
- Sezione “Dettaglio dei Costi” nella fattura TIM
- Area riservata MyTIM, dopo la registrazione
- Chiamata gratuita al Servizio Clienti 187
Nell’informativa ufficiale TIM ribadisce che eventuali promozioni attive non subiscono variazioni, anche per chi rientra nella rimodulazione. Resta però l’effetto concreto dell’aumento di 2,99 euro sul totale da pagare ogni mese.
Passaggio a FTTH o FWA: quando conviene
TIM ha previsto una possibilità alternativa per i clienti interessati dall’aumento: entro il 18 aprile 2026 è possibile chiedere il passaggio a una tecnologia FTTH (fibra fino a casa) o FWA (connessione wireless fissa), senza costi aggiuntivi di migrazione.
Secondo quanto comunicato, chi sfrutta questa opzione può:
- mantenere il numero di telefono attuale
- ottenere un canone mensile più basso di 1 euro rispetto a quello che paga oggi
La proposta richiede una verifica di copertura e un contatto con il Servizio Clienti 187.
Per chi ha già in mente di passare alla fibra o a una soluzione FWA, questa finestra può rappresentare un modo per ammortizzare almeno in parte l’effetto della rimodulazione.
Come recedere o cambiare operatore senza penali
Chi non intende accettare la modifica ha il diritto di recedere dal contratto o di passare ad altro operatore senza penali né costi di disattivazione, a patto di comunicare la scelta entro il 31 maggio 2026.
L’azienda indica diverse modalità per esercitare il diritto di recesso dalla rete fissa:
- chiamare il Servizio Clienti 187
- inviare la richiesta dall’Area Clienti MyTIM
- recarsi in un negozio TIM
- spedire una lettera a: TIM – Servizio Clienti – Casella Postale 111 – 00054 Fiumicino (Roma)
- inviare una PEC a: [email protected]
Per le comunicazioni tramite posta o PEC serve allegare la fotocopia del documento d’identità del titolare del contratto e indicare nell’oggetto: “Modifica delle condizioni contrattuali”. Questa comunicazione va inviata anche se l’obiettivo è migrare verso un altro operatore, così da evitare addebiti di costi di chiusura.
Per le offerte con vincolo di permanenza (ad esempio per sconti promozionali ricevuti in passato), TIM specifica che gli importi previsti per cessazione anticipata non verranno addebitati in caso di recesso legato alla rimodulazione. Restano invece da gestire a parte eventuali apparati e rate in corso.
Cosa succede a modem, apparati e rate residue
Chi ha apparati in noleggio o in comodato d’uso deve restituirli a TIM secondo quanto previsto dalle condizioni economiche e contrattuali sottoscritte all’adesione dell’offerta. In pratica, conviene recuperare il contratto o la documentazione per capire tempi e modalità.
Se sono attivi pagamenti rateali per prodotti o servizi (come telefoni, modem, TV o il contributo di attivazione), il cliente può scegliere tra due strade:
- continuare a pagare le rate residue fino alla scadenza
- saldare l’importo ancora dovuto in un’unica soluzione, specificandolo nella comunicazione di recesso o in un secondo momento tramite il 187
C’è un caso particolare per chi ha acquistato un modem con pagamento rateale insieme all’offerta oggetto di modifica: se il piano rateale è ancora in corso, il cliente può restituire il modem e non pagare le rate rimanenti.
La restituzione deve avvenire entro 30 giorni dall’esercizio del diritto di recesso, a cura e spese del cliente.
Per dubbi su rientro apparati, rate e condizioni specifiche, TIM invita a contattare il 187 o a recarsi in un negozio. In questa fase conviene tenere traccia scritta delle comunicazioni e delle scadenze, per evitare contestazioni successive.
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